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Ti stimo fratello

di Maurizio Macchi | Inserisci un commento
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TI STIMO FRATELLO
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2012 - 93 minuti

Regia: Paolo Uzzi, Giovanni Vernia
Sceneggiatura: Michele Pellegrini, Francesco Cenni, Paolo Uzzi, Giovanni Vernia
Cast: Giovanni Vernia, Maurizio Micheli, Susy Laude

Genovese di nascita, Giovanni Vernia è laureato in ingegneria elettronica col massimo dei voti ed ha lavorato a Milano per alcune società americane. Parallelamente, però, data la sua grande passione per la musica house (oggi è anche dj producer) e per il cabaret, ha portato a qualche provino il suo personaggio di Jonny Groove, uno stralunato ragazzotto dalle non spiccate doti intellettuali che vive solo per la discoteca. E' passato così da Zelig on the road a Zelig off, fino ad approdare in prima serata a Zelig, dove i suoi sketch sono diventati molto amati dal pubblico.
Ma se un personaggio di questo tipo può pure essere buono per quei cinque minuti sul palco degli Arcimboldi (nonostante ultimamente inizi a stancare pure lì...), portarlo addirittura al cinema attraverso un lungometraggio è innegabilmente una cosa insensata già solo nell'idea. Eppure è successo: "Ti stimo fratello" è proprio la pellicola su Jonny Groove che nel 2012 approda in sala, un instant-movie decisamente imparagonabile per natura e per qualità ai film di altri comici passati dai palchi teatrali al grande schermo.
Perché "Ti stimo fratello" è lontano anni luce dalle commedie di Aldo, Giovanni e Giacomo, di Ale e Franz, di Ficarra e Picone, di Checco Zalone, artisti con un repertorio ampio, qualità ironiche molto varie e con personaggi comicamente approfonditi capaci di dipingere con una vena umoristica unica trame diverse, situazioni diverse, parodie diverse.
Dal canto suo, anche Vernia è in grado di divertire col ritratto che fa dei giovani discotecari dal cervello fumato che manco capirebbero persino la semplice e semplicistica satira di questo filmetto, ma egli non ha certo la stessa potenza e varietà dei comici prima citati e può funzionare - come abbiamo detto - giusto per i cinque minuti di Zelig.
In un lungo di un'ora e mezza, invece, tutto è prevedibile e monotono, qua e là leggermente risollevato da quel paio di azzeccati equivoci e di interventi di buoni comprimari come Carmela Vincenti o Maurizio Micheli. Il resto sono solo tormentoni irritanti, gag vuote ed una moraletta inutile e annacquata per un film che fra un anno girerà su Italia1 presentato come una grande serata di tv.

Ti stimo fratelloRecensito da Maurizio Macchi1,5
Questa e' l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Matteo Ruzza  n.v.

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Ci sono 1 commento | Inserisci un commento

  1. Commento inserito da Agegiofilm:

    Ne ho letto la recensione del nostro settimanale preferito, ma non ricordavo che il protagonista fosse un comico di Zelig. Non c’è più gavetta, li si trasferisce direttamente al cinema, anche se a garantirne il successo ci sono solo gli sketch di 5 minuti. Andiamo più veloci, ci si dimentica in fretta di cose del genere. Forse è una fortuna, così si ha più tempo su Diaz, Romanzo di una strage e qualcos’altro.

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