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The warrior's way

di Maurizio Macchi | Inserisci un commento
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THE WARRIOR'S WAY
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2010 - 100 minuti

Regia: Sngmoo Lee
Sceneggiatura: Sngmoo Lee
Cast: Dong-gun Jang, Kate Bosworth, Geoffrey Rush

Deciso ad abbandonare la sua vita di assassino per salvare una bambina di pochi mesi, Yang fugge dal suo maestro, attraversa l'oceano e, dal Giappone, approda sulle coste occidentali degli Stati Uniti, nel vecchio west. Giunto in un villaggio-circo popolato da nani, clown, donne barbute e molti altri freaks, fa la conoscenza dell'affascinante Lynne, che ha visto tutta la sua famiglia morire per mano del feroce Colonnello e dei suoi uomini. Mentre si troverà in mezzo alla guerra fra i pacifici cittadini e i violenti pistoleri, il giovane dovrà fare i conti sia col suo cuore, sia col suo vecchio mentore che non lo lascerà fuggire tanto facilmente.
Dietro a "The warrior's way", film scritto e diretto dall'esordiente Sngmoo Lee, c'è principalmente il nome di Barrie M. Osborne, uno dei produttori della saga cinematografica de Il signore degli anelli, nonché uno dei maggiori finanziatori del cinema neozelandese. Infatti proprio in Nuova Zelanda la pellicola è stata prodotta e realizzata, con i fondi della neonata Sad Flutes (tra l'altro nel film gli assassini curiosamente si chiamano proprio Flauti Tristi) e le riprese effettuate agli Henderson Valley Studio di Auckland.
Lee dirige "The warrior's way" dandogli la forma di un western di arti marziali, un film fatto di sole, sabbia e polvere, ma pure di cowboy e revolver che incontrano occhi a mandorla e spade da samurai. Data anche una sceneggiatura che non può vantare certo originalità o idee particolarmente buone, la caratteristica della pellicola che salta immediatamente all'occhio è l'estetica molto calcata, con scenografie, fotografia ed effetti digitali volutamente innaturali che sacrificano la verosimiglianza visiva per enfatizzare e dare uno stile unico alle atmosfere. Questa scelta, senz'ombra di dubbio potente ma rischiosa, fa finire Lee a mettere su pellicola delle stonature stilistiche che ogni tanto fanno storcere il naso a chi guarda (d'altronde, data la sua inesperienza, il regista non può mica essere avvicinato al Takashi Miike di "Sukiyaki western Django"!), ma che in altri casi, sorprendentemente, riescono a dar vita a sequenze visivamente molto accattivanti.
Sotto il livello del racconto, comunque, "The warrior's way" non convince e, seppure la seconda parte è migliore della prima grazie ad un'azione ben confezionata, in generale il film rimane lontano dalla sufficienza. Anche un cast eterogeneo, composto sia da attori bravi (il pistolero ubriacone Geoffrey Rush, l'antagonista sfregiato Danny Huston) che da attori meno bravi (l'eroe Dong-gun Jang, la bella Kate Bosworth, il capo-villaggio Tony Cox), non aiuta molto.

The warrior's wayRecensito da Maurizio Macchi2,5
Questa e' l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Matteo Ruzza  n.v.

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