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Save the last dance

di Marta Mischiatti | Inserisci un commento
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SAVE THE LAST DANCE
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2001 - 112 minuti

Regia: Thomas Carter
Sceneggiatura: Duane Adler, Cheryl Edwards
Cast: Julia Stiles, Sean Patrick Thomas, Kerry Washington

Sara frequenta lezioni di danza classica fin da quando era bambina, ma dopo la morte della madre, decide di interrompere questa passione. Affidata alle cure del padre, la ragazza finisce in un quartiere a maggioranza nera, dove la vita scorre a colpi di pistola. E' qui che conosce Derek e sua sorella Chenille, gli unici nel quartiere che sembrano disposti a darle un aiuto. Uscendo nei locali notturni con Derek e Chenille, Sara entra in contatto con l'hip-hop, uno stile di danza completamente diverso da quello che aveva lasciato.
Per affrontare "Save the last dance", pellicola del 2001 diretta da Thomas Carter, bisogna partire parlando in generale dei film sulla danza, genere che ormai non sembra mai mancare nelle sale cinematografiche. Purtroppo però la quantità non sembra proprio andare pari passo con la qualità: l'obiettivo dei nuovi film sulla danza - vedi la serie di Step up, "Streetdance 3D", "Honey" - è quello di essere il più commerciale e vendibile possibile, in linea con le nuove tendenze. Difatti, nonostante vengano etichettati come film sulla danza, pochissimi sono i prodotti in cui si vedono realmente ballare i protagonisti oppure che provino in qualche modo a dare una loro opinione su cosa significhi il verbo danzare. Ma va bè ...ormai quello che conta è mostrare gente che muove il culo con pantaloncini aderenti e piercing all'ombelico.
Dopo questa breve introduzione, possiamo passare al film in questione, "Save the last dance", che non è ai livelli vergognosi di "Step up", ma di certo non si posiziona poi così lontano. Ok, i protagonisti in più di un'occasione li vediamo ballare e provare insieme (e già questo è un successo), ma quanta importanza ha la danza all'interno di questo film? Praticamente pochissima. Il regista è troppo impegnato a descrivere la storia d'amore dei due ragazzi (ormai onnipresente in questo genere), i problemi di convivenza tra bianchi e neri, le sparatorie e la vita nel ghetto. Ma cacchio, non c'è spazio per tutti questi argomenti, se ne deve per forza sacrificare qualcuno, anche se, forse, magari non quello della danza - dico io -, dato che il titolo del film è "Save the last dance" e non altro.
Parliamo, poi, di Julia Stiles. Dal punto di vista tecnico, la Stiles non vale una cicca (ma d'altronde lei è un'attrice (?) e non una ballerina!) e questo possiamo in parte perdonarglielo, ma ciò che invece non le perdoniamo è la sua freddezza nei confronti dell'esecuzione: è letteralmente peggio di un robot. Alla fine non conta eseguire correttamente i passi di una coreografia o arrivare ad alzare la gamba a 180 gradi per ballare, ma l'importante è sentire un pezzo e lasciarsi trasportare da esso. Se manca questo, allora manca tutto. E questo è il caso.
L'apogeo di tutto il film è racchiuso nel provino finale di Sara per entrare alla scuola di danza americana, la Julliard School. A parte che è praticamente impossibile per una ragazza di 17 anni entrare in una scuola simile (a meno che non sia un genio della danza e questo, senza dubbio, non è il caso della nostra protagonista). Se vogliamo inoltre parlare della coreografia contemporanea (o almeno così la intendono loro), è doveroso definirla terribile, impresentabile, con mani che si muovono a caso e passi senza senso. E meno male che la giuria era severa!
Bene, in conclusione possiamo semplicemente porci delle domande: siamo sicuri che film come questo "Save the last dance" facciano davvero una buona pubblicità alla danza e al suo messaggio? Sarà un caso che il numero di scuole o di corsi di danza gestiti da insegnanti poco capaci stanno aumentando?

Save the last danceRecensito da Marta Mischiatti2,0
Questa e' l'opinione di Marta Mischiatti. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Maurizio Macchi  n.v.
Matteo Ruzza  n.v.

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