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Still crazy

di Matteo Contin | Inserisci un commento
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STILL CRAZY
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1998 - 95 minuti

Regia: Brian Gibson
Sceneggiatura: Dick Clement, Ian La Frenais
Cast: Stephen Rea, Timothy Spall, Bill Nighy

Gli Strange Fruit hanno fatto la storia dell'hard rock degli anni '70 e poi si sono sciolti, tra incomprensioni, problemi di droga e litigi furibondi. Sono passati vent'anni e adesso ogni membro del gruppo ha preso la sua strada: c'è chi ripara tetti, chi ha tentato la carriera solista, chi fa il giardiniere e chi, come Tony Costello, è proprietario di tutti i distributori di preservativi di Ibiza. Ed è proprio a Ibiza che Tony riceve la proposta di riunire il gruppo per esibirsi ad un festival. Tony parte e cercherà di rimettere insieme i cocci di questo vaso rotto tanto (troppo) tempo fa.
L'ultimo film del regista inglese Brian Gibson, è anche il suo lavoro migliore. "Still crazy" è la tipica commedia inglese, arricchita in questo caso dalla musica rock anni '70 e al loro scolorito ricordo. Se la regia di Gibson mantiene un buon ritmo (merito anche della colonna sonora di Clive Langer) senza regalarci però grandi momenti, i punti a favore del film sono sicuramente una sceneggiatura molto buona ed un cast divertito di grandi attori. Lo script, non a caso, è firmato da Dirk Clement e Ian La Frenais, che insieme hanno scritto alcuni tra i film inglesi più riusciti - anche dal punto di vista commerciale - degli ultimi anni ("The commitments", "Across the universe", "Giù per il tubo"). La loro scrittura è agile ma sempre controllata: la storia avanza senza problemi e coinvolge lo spettatore grazie al'ironia con cui descrive i personaggi, così da farlo empatizzare ancora di più con essi quando, successivamente, la loro malinconia diventa esplicita e finalmente narrata.
Stephen Rea, Billy Connolly, Jimmy Nail, Timothy Spall e Bill Nighy fanno il resto del lavoro. Il cast è perfetto per impersonare il declino fisico ed esistenziale di questa rock band. Non sembra essere cambiato più di tanto in vent'anni, a parte naturalmente le ossa arrugginite e la voce più sporca. Questa però rappresenta per loro l'occasione, più che di un ritorno sulla scena musicale, di un modo per chiudere i conti con un passato che ha lasciato in sospeso sin troppe cose. Nighy primeggia su tutti con un personaggio profondamente triste e malinconico nascosto dietro ai suoi abiti luccicanti.

Still crazyRecensito da Matteo Contin3,0
Questa e' l'opinione di Matteo Contin. I pareri del resto dello staff:
Maurizio Macchi  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Matteo Ruzza  n.v.

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