The woman
THE WOMAN
id.

2011 - 114 minuti
Regia: Lucky McKee
Sceneggiatura: Lucky McKee, Jack Ketchum
Cast: Pollyanna McIntosh, Angela Bettis, Sean Bridgers
Se dovessimo tracciare una linea comune tra i film diretti da Lucky McKee, quella linea comporrebbe la parola donna. Dalla solitaria May dell'omonimo film d'esordio alla timida entomologa protagonista di "Creatura maligna" (diretto per la serie tv Masters of horror), il regista americano, a più riprese, ha affrontato con coraggio e notevole creatività figure femminili complesse, riuscendo a miscelare con successo un'attenta costruzione psicologica, sequenze splatter e una buona dose di erotismo. L'ultima pellicola di McKee, "The woman", sembra quindi la continuazione di un percorso ben definito e, al contempo, la sintesi di tutto il cinema del regista americano. A ricordarcelo c'è anche un titolo semplice e asciutto, quasi didascalico nel suo mettere in evidenza il tema centrale del film, ovvero la figura femminile.
Chris Cleek è un avvocato con la passione per la caccia. Con la sua famiglia (moglie, una figlia adolescente e un figlio dodicenne), Chris vive in una bella casa di campagna, vicina a un bel bosco e a un bel fiume, il posto ideale per il suo hobby. Durante una battuta di caccia, Chris nota tra la vegetazione una donna che vive in uno stato selvaggio, come un animale. Decide così di catturarla e di
riportarla alla civiltà, incatenandola nello scantinato di casa ed obbligando la sua famiglia a contribuire all'educazione della donna. Da questo punto in poi si scatenano alcune dinamiche che fanno esplodere le solidi basi della famiglia Cleek: la figlia maggiore si chiude in uno stato di mutismo, il figlio è attratto dalle nudità della ragazza, mentre Chris instaura con lei un rapporto di violenze fisiche e sessuali, confortato dal doloroso mutismo della moglie.
"The woman" non è un film perfetto, ma un film che colpisce e funziona sino in fondo nella sua descrizione dell'orrore che viaggia su due binari paralleli ma ben distinti, per poi convergere in un finale deflagrante. Da un lato troviamo l'orrore della carne, quello delle torture che la donna è costretta a subire: qui il gore regna sovrano e McKee dimostra di avere un occhio brutale e rozzo nel descrivere con lucido terrore questi momenti di pura violenza grafica.
Sull'altro binario, invece, corre senza mai frenare, l'orrore quotidiano a cui è sottoposta la famiglia Cleek. E' forse banale sottolineare come le sequenze più angoscianti siano contenute nel secondo gruppo, dove si fa notare l'attenta costruzione psicologica dei personaggi fatta in sede di sceneggiatura. Non tutto sta in piedi come dovrebbe e il film ha qualche calo di ritmo (anche a causa di un montaggio non sempre perfetto), ma il turbine disturbato ed erotico in cui McKee getta lo spettatore, ipnotizza e turba al punto giusto. La storia non procede senza intoppi (a volte si ha la sensazione che si
sarebbero potute asciugare alcune sequenze), ma è il sanguinoso finale a risollevarne le sorti: inaspettato, doloroso, violentemente ironico e profondamente cinico, esso uccide le speranze, distrugge l'umanità e ritorna libero e selvaggio verso l'ignota profondità della foresta.
Buono il lavoro del cast, dove il duo femminile formato da Pollyanna McIntosh e Angela Bettis (la musa di McKee) danno i risultati migliori. La colonna sonora è invece completamente sbagliata: un'accozzaglia indistinta di rock giovanile anonimo montato in modo banale e didascalico all'interno della pellicola: si sarebbe decisamente potuto fare di meglio, sacrificando l'approccio più casinaro a favore di un'atmosfera più pneumatica (basti ricordare quel che è stato fatto da Giorgos Lanthimos col bellissimo "Dogtooth").
"The woman" è (più o meno) il sequel di "Offspring". Entrambe le pellicola sono tratte da romanzi di Jack Ketchum (il libro da cui è tratto "The woman" è stato scritto a quattro mani con lo stesso McKee).
The womanRecensito da Matteo Contin3,5
Questa e' l'opinione di
Matteo Contin. I pareri del resto dello staff:
| Maurizio Macchi | n.v. |
Marta Mischiatti | n.v. | Matteo Ruzza | n.v. | | |
Commento inserito da lino:
ho visto questo film e devo dire a mio giudizio che ho provato somma gioia nel finale, quando la donna slvaggia ammazza chi le aveva procurato dolore ed umiliazione. Un film che fa pensare a quanto male a volte si nasconde nel cuore di chi sembra un onesto e civile cittadino.Bene il modo di uccedere l’aguzzino e mangirgli il cuore e’ l’epilogo di chi e’ stato trattato come animale! io crdo che pur essendo cistiano avrei lo stesso il coraggio di mangiare il cuore umano come nel film!