Thor

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THOR
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2011 - 114 minuti

Regia: Kenneth Branagh
Sceneggiatura: Ashley Miller, Zack Stentz, Don Payne
Cast: Chris Hemsworth, Natalie Portman, Tom Hiddleston

Avrebbe dovuto dirigerlo Matthew Vaughn, ma dati gli impegni del regista inglese sui set di "Kick-Ass" e di "X-Men - L'inizio", "Thor", l'ennesimo adattamento di un fumetto Marvel (testi di Stan Lee e disegni di Jack Kirby), è finito nelle mani di Kenneth Branagh, qui alla sua prima regia di un blockbuster per il grande pubblico. E forse ci voleva proprio un autore assennato come Branagh per fare di questa pellicola non una tamarrata di poco valore come tanti altri film di supereroi, ma un racconto intelligente, né vuoto né banale.
La trama gravita appunto attorno alla figura di Thor, dio del fulmine della mitologia norrena, figlio di Odino e fratellastro di Loki che, a causa del suo spirito avventato e guerrafondaio, viene esiliato da Asgard, la dimora degli dei. Precipita così a Midgard, sulla nostra Terra, dove incontra la giovane scienziata Jane Foster e se ne innamora. Intanto, nella città degli Aesir, Odino sprofonda nell'oblio e Loki, sull'orlo di una guerra con gli Jotun, prende il suo posto, quel posto che gli era sempre stato negato a causa di Thor e che ora, fino a che il dio del fulmine rimarrà in esilio, resterà suo.
Del fumetto originale di Lee e Kirby Branagh decide per il suo "Thor" di limitare gli aspetti più pop e di concentrarsi maggiormente sul lato epico-mitologico (particolari come il costume o l'aspetto fisico del protagonista sono invece ripresi rispettivamente da Il ritorno del dio del tuono di J. Michael Straczynski e Olivier Coipel e da Ultimate Thor di Mark Millar). Così facendo il regista di "Enrico V", "Molto rumore per nulla", "Hamlet" e "As you like it (Come vi piace)" riesce a costruire delle atmosfere in cui si trova molto a suo agio, con coinvolgenti intrighi shakespeariani fatti di ambizioni, ripudi, invidie, amori e tradimenti che incrociano le psicologie accuratamente tratteggiate dei personaggi principali. Branagh scava in profondità negli eventi, nei rapporti divini ed umani, nelle psicologie di un padre severo ma al contempo saggio ed apprensivo, di un figlio-eroe imperfetto, valoroso ma cacciato per la sua arroganza, e di un fratello lacerato fra un amore tormentato per suo padre ed una desiderosa gelosia nei confronti di suo fratello maggiore, legittimo erede al trono.
Questa potenza tematica si sposa perfettamente con la concretizzazione visiva di Asgard, un mondo scenograficamente splendido pensato dal burtoniano Bo Welch che dona alla città degli dei e ai suoi immortali abitanti un'estetica estremamente cool ed affascinante, con edifici, costumi, elmi ed armature davvero originali ed indimenticabili.
Branagh però, consapevole anche del fatto di aver fra le mani un blockbuster che la Paramount intende vendere - ovviamente - non a vecchietti appassionati dell'Edda, ma a orde di teenager eccitati da spadoni e battaglie, non si chiude in nessuna spocchiosa autorialità, ma naturalmente punta pure all'integrazione dell'azione e degli spettacolari effetti speciali realizzati dalla Digital Domain di James Cameron e Scott Ross.
In compenso i frangenti shakespeariani che abbiamo descritto sopra rimangono di gran lunga superiori alla parte action, dove il regista dimostra di sapersela cavare, ma solo fino ad un certo punto. A differenza degli intrighi di stampo teatrale, infatti, le sequenze più adrenaliniche reggono solamente se ambientate ad Asgard, mentre al contrario deludono quando prendono posto sulla Terra. In particolare l'arrivo del Distruttore lascia alquanto perplessi, come anche l'intervento di Sif, Volstagg, Hogun e Fandral, personaggi poco convincenti probabilmente per il piglio ironico che gli si tenta di dare, ma con poco successo. Sono invece decisamente migliori i caratteri coinvolti nelle altre sottotrame: Thor, Loki, Odino e, nel suo piccolo, Heimdall.
Questi ultimi risultano ancor più apprezzabili grazie alle buone performance attoriali del cast che li interpreta: il possente esordiente Chris Hemsworth (preferito da Branagh al fratello Liam) è un Thor stupefacente, bravo come pure il sinistro Tom Hiddleston che veste i panni di Loki, l'imperturbabile Idris Elba in quelli di Heimdall e, infine, l'ottimo Anthony Hopkins in quelli di Odino. Fra gli altri interpreti troviamo una Natalie Portman passabile, una rediviva Rene Russo e uno Stellan Skarsgard che ritroveremo di sicuro - con Hemsworth e Hiddleston - in "The Avengers", previsto per il 2012.
A proposito, non perdetevi la bonus-scene dopo i titoli di coda: Erik Selvig, posseduto da Loki, incontra Nick Fury (Samuel L. Jackson), che gli offre l'opportunità di studiare il Cubo Cosmico, fonte di energia bramata dal Teschio Rosso di "Captain America".

PS: Per "Thor" sconsiglio fortemente il 3D, che non aggiunge nulla, ma che in compenso distrae inutilmente.

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

Commenti (1)

  1. Commento inserito da Camy:

    Buona regia e discreta recitazione… Branagh non delude mai ;-)

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