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Amore & altri rimedi

di Maurizio Macchi | Inserisci un commento
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AMORE & ALTRI RIMEDI
Love and other drugs


2010 - 112 minuti

Regia: Edward Zwick
Sceneggiatura: Charles Randolph, Edward Zwick, Marshall Herskovitz
Cast: Jake Gyllenhaal, Anne Hathaway, Hank Azaria

Edward Zwick, regista solitamente coinvolto in produzioni epico-avventurose come "L'ultimo samurai", "Blood diamond - Diamanti di sangue" o "Defiance - I giorni del coraggio", con "Amore & altri rimedi" torna alle sue radici, e cioè a quel genere romantico con cui aveva esordito al cinema 24 anni fa, girando "A proposito della notte scorsa...", con Rob Lowe, Demi Moore e James Belushi.
"Amore & altri rimedi" è basato sull'autobiografia di Jamie Reidy, Hard sell: the evolution of a Viagra salesman, ed è la storia di un rappresentante di un'industria farmaceutica, molto noto per il suo egoismo e per la quantità di donne che seduce e si porta a letto. Incontrando però Maggie, affetta da un precoce morbo di Parkinson, ne rimarrà colpito, si innamorerà e vivrà un'esperienza intensa, che sarà la base di una sua nuova esistenza con lei.
Ok, bella trama, toccante, bravo Zwick. Ma fermiamoci un attimo, perché forse siamo di fronte a una buona confezione che in realtà cela qualcosa di ben più facilone. A pensarci bene, infatti, la storia di "Amore & altri rimedi" in sostanza è piuttosto scialba, superficiale, e può essere riassunta anche in termini più spicci: lui è un figo che incontra una ragazza malata e, fra un po' di pietismo e un po' di sorpresa, mollerà il suo stile di vita e la tanto agognata carriera per stare con lei. Eh, ecco, così suona un po' meno bene, no?
E non c'è da stupirsi, perché Zwick non sarà del tutto un incapace, ma ha il brutto vizio di ridurre spesso i suoi film a graziosi pacchetti da regalare allo spettatore, che però già sa cosa c'è dentro. Cioè, il regista di Chicago si è sempre limitato ad accontentare il pubblico e nient'altro. Quindi, se lo spettatore vuole un avventuroso "Balla coi lupi" ambientato in Oriente, lui - voilà - gli passa un film come "L'ultimo samurai", certo gradevole da seguire e tutto, ma che alla fine non è di sicuro da annoverare fra le grandi pellicole del genere. E se lo spettatore vuole una drammedia sentimentale con in mezzo due ragazzi giovani, le loro ambizioni e una malattia, lui gli gira "Amore & altri rimedi", non un prodotto brutto in sé, ma poco apprezzabile proprio per questa sua prevedibilità e questo suo ovvio adattamento ai gusti del pubblico.
Il cinema però - lo sappiamo bene - non è vedere qualcosa che vorremmo vedere, ma una magia che ci deve stupire ogni volta. Una magia che, inaspettatamente, ci deve emozionare ogni volta. "Amore & altri rimedi" invece si fa seguire, ma non ha particolari guizzi, non emoziona con quegli sguardi in camera con gli occhi lucidi degli attori (i sopravvalutati Gyllenhaal e Hathaway, che addirittura sono stati nominati al Golden Globe e al Satellite Award), perché tanto sappiamo già che, al di là di momenti difficili e lacrime varie, tutto finirà come deve finire.
Pure l'unica cosa che c'era di politicamente un po' meno corretto del resto - il titolo - da noi è stato tradotto da Love and other drugs al più casto "Amore & altri rimedi".

Amore & altri rimediRecensito da Maurizio Macchi2,0
Questa e' l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Matteo Ruzza  n.v.

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