La stanza del bambino
LA STANZA DEL BAMBINO
La habitacion del nino

2006 - 77 minuti
Regia: Alex de la Iglesia
Sceneggiatura: Jorge Guerricaechevarria, Alex de la Iglesia
Cast: Javier Gutierrez, Leonor Watling, Sancho Gracia
Mizzega, da quanto tempo un film non mi faceva così paura! E non paura per dire che ho fatto due salti sulla sedia per qualche spavento (beh, anche quelli...), ma paura nel senso autentico del termine, quella sensazione di terrore che al momento ti sciocca e che, penetrandoti nella mente, non ti abbandona nemmeno nei giorni successivi alla visione.
La pellicola di cui stiamo parlando è La habitacion del nino di Alex de la Iglesia ("La comunidad"), internazionalmente conosciuta col titolo The baby's room, in Italia "La stanza del bambino" e che fa parte del ciclo spagnolo per la tv Peliculas para no dormir (o Film per non dormire che dir si voglia). E - detto per inciso e senza togliere niente anche ad altri ottimi registi horror del Paese della corrida e della paella - è pure la migliore delle sei che compongono la mini-serie ideata da Narciso Ibanez Serrador.
La storia è quella di Juan, giornalista sportivo felicemente sposato con Sonia che, con la sua deliziosa mogliettina, si trasferisce in una nuova casa, molto più grande della precedente. Ma anche molto più inquietante. E la cosa divertente (per modo di dire...) è che la coppia ha anche un bellissimo bimbo e che proprio nella sua cameretta, di notte, cominciano a verificarsi strani avvenimenti. Per Juan
e la sua famiglia è solo l'inizio dell'incubo.
Scritto a quattro mani dal regista col fedele Jorge Guerricaechevarria, "La stanza del bambino" è di certo il film per non dormire che mantiene maggiormente la sua promessa di terrorizzare lo spettatore. Poi è vero, fra le sei anche i lavori di Jaume Balaguerò e Paco Plaza avevano saputo farsi apprezzare, però più per meriti di particolari scelte narrativo-stilistiche che per meriti strettamente legati alla paura letteralmente trasmessa. Insomma, "Affittasi" era un buon thriller, sanguinolento, folle e claustrofobico, "Racconto di Natale" era un divertente racconto horror-citazionista, ma quello che fra tutti riesce effettivamente ad elaborare l'elemento orrorifico più puro e a togliere così il sonno a chi guarda è sicuramente la pellicola di de la Iglesia.
Che poi non è nemmeno questione di trama o di messa in scena delle singole gag horror, ma piuttosto della straordinaria capacità del regista di creare atmosfere che dir tese sarebbe dir poco, di elaborare un ritmo martellantemente paranoico che agisce sia sulla psicologia del protagonista (interpretato da un convincente Javier Gutierrez ("Crimen perfecto")), sia su quella dello spettatore, e di coinvolgere quest'ultimo con sequenze realizzativamente intelligenti, che non si abbassano a giocare con nessun effetto di sangue gratuito, ma che invece provocano una paura genuina, schietta, assolutamente impressionante. Grande aiuto arriva pure dalle musiche e dagli effetti sonori, (quasi) degni di Stanley Kubrick e del suo "Shining".
Cioè, per fare un esempio, pensiamo all'introduzione dei fenomeni nella casa di Juan e Sonia. I due mettono il baby control nella stanza del piccolo, lo provano e, proprio in quel momento, mentre il bambino ride, improvvisamente, si sente forte e chiara la voce di un uomo! Che colpo! Juan corre nella cameretta ...e non c'è nessuno. Comprano allora un baby control più sofisticato, con videocamera inclusa. Passa qualche notte tranquilla, ma poi, in una scena che par essere innocua, quasi per caso, il monitor entra nell'inquadratura e... porca miseria, ma c'è un cazzo di uomo di fianco alla culla del bambino! La costruzione della scena è semplice, ma l'effetto, amplificato anche dagli inquietanti toni dell'infrarosso, è da batticuore a mille! Tanto di cappello! Quella è paura pura, ragazzi, non è un banale bu! per far saltare sulla sedia lo spettatore. E' quell'attanagliante ed angosciosa sensazione che ti mette di fronte a qualcosa che psico-emotivamente non riesci a mettere subito a fuoco e che, anche una volta presa piena coscienza nei suoi confronti, ancora secondi e secondi dopo non riesci a controllare.
La stanza del bambinoRecensito da Maurizio Macchi3,5
Questa e' l'opinione di
Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
| Matteo Contin | n.v. |
Marta Mischiatti | n.v. | Matteo Ruzza | n.v. | | |
Commento inserito da Camy:
Penso che sia l’unica Peliculas para no dormir che sia riuscita a farmi saltare sulla sedia dallo spavento.
Commento inserito da sarala:
Caro Maurizio,
mi trovi perfettamente d’accordo sulla qualità della pellicola e sulla bravura degli interpreti, anche se, ammetto ho un debole per jaume balaguerò e para entrar a vivir è eccezionale a mio avviso.
Volevo sottolineare il fatto di come questo ottimo cinema horror spagnolo sia da noi così poco distribuito e introvabile in italiano.
Un cinema innovativo e così realisticamente concreto da farti davvero paura.
Una nota di merito va comunque a tutta la serie che finalmente riesco a vedere in italiano!
Buone visioni. Sarala