My son, my son, what have ye done

(2 voti)
Loading ... Loading ...
Valutazione dei visitatori:   

MY SON, MY SON, WHAT HAVE YE DONE
id.

 
2009 - 91 minuti

Regia: Werner Herzog
Sceneggiatura: Werner Herzog, Herbert Golder
Cast: Michael Shannon, Willem Dafoe, Chloe Sevigny

Nel giugno 1979, a San Diego, Mark Yavorsky, appassionato di basket e recitazione, uccise la propria madre con una spada antica. Fu arrestato, processato e dichiarato mentalmente non sano. Circa vent'anni dopo il regista tedesco Werner Herzog decise di incontrarlo per farsi raccontare le sue vicende. Nonostante decise poi di non rincontrare più Yavorsky perché gli era parso un soggetto molto pericoloso, egli trasse dalla sua storia un soggetto cinematografico che nel 2009, grazie alla collaborazione di Herbert Golder (già suo assistant director per "Little Dieter needs to fly", "Kinski, il mio nemico più caro" e "Invincibile"), è diventato un film dall'evocativo titolo "My son, my son, what have ye done".
La pellicola, realizzata con meno di 10 milioni di dollari e girata in digitale con una Red One, prima di passare al Toronto International Film Festival, è stata presentata al Festival di Venezia del 2009, nello stesso giorno in cui si proiettava anche "Il cattivo tenente - Ultima chiamata New Orleans", sempre di Herzog. Giusto a titolo di curiosità, cito che, così facendo, il regista è stato il primo nella storia del Festival del Lido a partecipare con due film in concorso contemporaneamente.
Fra i produttori di "My son, my son, what have ye done" figura il nome di David Lynch e non a caso. La pellicola, difatti, è un grande omaggio al regista di "Mulholland drive" da parte dell'amico Herzog, un omaggio con cui vengono riprese gran parte delle sue tematiche preferite (i limiti dell'uomo e gli outsider, il rapporto tra finzione e verità, l'impotenza contro la forza della natura), ma raccontate con uno stile che è il perfetto incontro fra le chiavi registiche di Lynch e le proprie. Una conferma della perfezione di quest'incontro è, fra gli altri, il fatto che, a Venezia, parte della platea ha creduto che tutto fosse una sorta di presa in giro, una specie di gioco col pubblico ideato dai due registi (cosa però mai confermata).
Non c'è dunque da stupirsi se gli spettatori più superficiali etichetteranno questo lavoro come insulso e senza né capo né coda. Per godersi "My son, my son, what have ye done", invece, bisogna entrare nell'esclusiva ottica a cui questi originali e profondi autori ci hanno abituati.
Il film, tra l'altro interpretato in maniera magistrale da un cast che è un mix spiccatamente lynchiano-herzoghiano (Michael Shannon, Willem Dafoe, Udo Kier, Grace Zabriskie, Brad Dourif, Chloe Sevigny), è difatti ipnotico nel racconto, un racconto che di certo non punta minimamente né sull'azione, né sulla tensione, ma che al contrario è un'originale summa del surrealismo che solo Lynch e Herzog sono in grado di passare a chi guarda.
La pellicola è lynchianamente concreta nell'astratto e herzoghianamente significativa nell'analisi psicologica di Brad McCullum, il protagonista. Brad non è solo un pazzo che uccide sua madre, ma si fa centro di un discorso ben più complesso ed interessante sul confine fra razionalità e follia che il regista di Monaco mette in scena. Attraverso numerosi parallelismi e rimandi simbolici alla tragedia greca di Eschilo e Sofocle, Herzog racconta poi non solo il progressivo distaccamento di Brad dalla realtà (o il progressivo distaccamento della realtà da Brad?), ma approfondisce persino i rapporti che il ragazzo ha con la madre, con la fidanzata, col suo regista teatrale, con suo zio.
E come non apprezzare infine la ricchezza di invenzioni ed inserimenti di poco dubbio valore artistico (come, ad esempio, quei magnetici momenti di sospensione inseriti in quei passaggi chiave del film)?

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti
Martina Macchi  n.v.

Inserisci un commento

Inserisci il tuo commento

Non riesci a leggere? Cambia parola.


Il commento sarà visualizzato solo dopo essere stato approvato dagli amministratori.
 
Licenza Creative Commons
Questo sito è senza scopo di lucro. Le immagini in esso contenute sono di proprietà dei legittimi proprietari. Il resto dei contenuti, eccetto dove diversamente specificato, sono opera dello staff di Pellicola Scaduta e sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.