Scemo di guerra

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SCEMO DI GUERRA
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1985 - 108 minuti

Regia: Dino Risi
Sceneggiatura: Agenore Incrocci, Furio Scarpelli
Cast: Coluche, Beppe Grillo, Fabio Testi

Marcello Lupi, specializzando in psichiatria, giunge nel deserto libico per entrare a far parte di una divisione medica. Quando il comandante ottiene il trasferimento in Italia per poter riabbracciare la propria moglie, viene sostituito da Oscar Pilli, chirurgo, militare, pazzo. Scrive alla madre morta, fa giustiziare ingiustamente i suoi soldati, cucina invitanti budini di feci e fa tumulare con tutti gli onori militari uno sciacallo. La truppa cercherà in ogni modo di cacciarlo dal reggimento.
"Scemo di guerra" del veterano Dino Risi, adattato liberamente dal romanzo di Mario Tobino Il deserto di Libia, sarebbe dovuto essere una riflessione sulla guerra giocata tra il binomio commedia/dramma che rese famoso il regista italiano. Evidentemente il bilancino di Risi era tarato male e ne è uscita una modesta (modestissima) commedia ambientata nel deserto, dove la dolce-amara riflessione sulla guerra lascia spazio a toni sentimental-nostalgici di cui non se ne sentiva il bisogno.
Ma non è solo la costruzione narrativa a vacillare, quanto anche gli interpreti di essa. Ci fosse stato un Gassman, un Manfredi oppure un Sordi ad interpretare i due ruoli principali, sarebbe stata decisamente un'altra cosa. Invece ci troviamo davanti Coluche (comico d'oltralpe che più volte si è prestato al nostro cinema) e Beppe Grillo, qui alla sua seconda apparizione cinematografica. Beh, la coppia non funziona: il primo troppo sopra le righe (anche se il personaggio lo richiedeva), il secondo troppo attento a misurarsi con una recitazione sobria e umile che però lascia un po' il tempo che trova. Fanno da spalle un impassibile Fabio Testi ed un giovane Claudio Bisio.
La messa in scena poi fa notare tutta la pochezza dei mezzi con cui è stata realizzata la pellicola e vedere un film storico (seppur in farsa) realizzato con dei mezzucci è decisamente triste.
Ostacolato anche da ritardi nella produzione a causa di un Beppe Grillo assente per due mesi dalle riprese (si dice per colpa di gelosie del rapporto d'amicizia che intercorreva tra Coluche e Risi), "Scemo di guerra" è un film poco riuscito.
Non è sempre il momento per capolavori.

Questa è l'opinione di Matteo Contin. I pareri del resto dello staff:
Maurizio Macchi  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

Commenti (1)

  1. Commento inserito da mogol_gr:

    Sempre con i fasci.

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