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IL SEME DEL MALE
Pro-life
Usa/Canada, 2006 - 57'
Regia: John Carpenter
Sceneggiatura: Drew McWeeny, Scott Swan
Cast: Ron Perlman, Mark Feuerstein, Emmanuelle Vaugier
Vediamo una ragazza scappare e correre impaurita verso qualcuno o qualcosa che abbia la capacità di salvarla. La raccolgono una coppia di medici che la portano nella loro clinica specializzata in aborti. La ragazza è però figlia di un fanatico religioso che ha più volte tentato di far chiudere la clinica, e naturalmente è anche la persona da cui scappa la ragazza. Il desiderio della giovane è quello di abortire: un demone l'ha violentata e fecondata ed ora porta nel suo grembo il figlio del demonio. Peccato che il padre crede che sia stato Dio a fecondare la fanciulla e quindi, armato e infuriato, fa irruzione nella clinica.
John Carpenter con il suo "Cigarette burns - Incubo mortale" aveva risollevato le sorti della prima serie di Masters of horror realizzando non solo un film impeccabile dal punto di vista tecnico, ma soprattutto un horror capace di riflettere sul cinema, sul suo fascino e sui suoi poteri.
Il suo ritorno nella seconda serie della creazione di Mick Garris, ci ha decisamente rinfrancato, facendoci sperare in un episodio di alto valore cinematografico, cosa che non accade molto spesso nei mediometraggi solitamente deludenti che compongono Masters of horror. Carpenter d'altronde ci ha spesso abituato a risultati altalenanti dove capolavori del cinema degli anni '80 si sono spesso affiancati a pellicole fiacche e senza mordente, un po' come questo "Il seme del male".
E sì che l'episodio inizia con delle premesse quantomeno interessanti, che dovrebbero permettere al regista di riflettere sulle differenze e sulle somiglianze tra male e bene, nonchè di effettuare una coraggiosa analisi sociale sul tema dell'aborto. Tutti questi buoni propositi sono però vanificati da una sceneggiatura non all'altezza (pur essendo degli stessi autori di "Cigarette burns - Incubo mortale), che fatica anche a stare dietro alla semplice trama horror, figuratevi quindi la sua capacità di analizzare con lucidità e profondità i temi di cui abbiamo parlato sopra.
La regia di Carpenter non fa nulla
per migliorare la situazione, limitandosi a filmare qua e là con svogliatezza e a dirigere gli attori in malo modo, dove persino Ron Perlman (con un ruolo appositamente tagliato sulla sua faccia) finisce nel calderone della mediocrità attorno a cui è stato costruito l'episodio. "Il seme dell'odio" poi non manca di cadere nel ridicolo, con un'apparizione quantomeno discutibile di un diavolone che dovrebbe essere un colpo di scena e invece suscita interminabili sbadigli.
Buone invece le musiche di Cody Carpenter (il figlio del regista), ma non ci si può affidare solamente sulla colonna sonora per la buona riuscita di un film.


| Maurizio Macchi | n.v. | Marta Mischiatti | n.v. | Matteo Ruzza | n.v. |
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