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Animal factory

di Maurizio Macchi | Inserisci un commento
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ANIMAL FACTORY
id.


2000 - 94 minuti

Regia: Steve Buscemi
Sceneggiatura: Edward Bunker, John Steppling
Cast: Willem Dafoe, Edward Furlong, Danny Trejo

Edward Bunker, deceduto pochi anni fa, è stato uno dei più importanti scrittori noir americani del '900. Nei suoi libri - violenti, popolati da personaggi agli estremi, amati da James Ellroy, Niccolò Ammaniti, Quentin Tarantino e molti altri - vive il suo passato, fatto di problemi familiari, di disagio sociale, di anni di riformatorio e manicomio, nonché delle esperienze di reclusione carceraria. Infatti forse non tutti sanno che Bunker, a 17 anni, è stato il più giovane detenuto a mettere piede nel penitenziario di San Quentin, dove ha vissuto difficili anni poi narrati a partire dal 1973, quando i suoi scritti hanno iniziato ad essere pubblicati. Fra i più famosi citiamo il suo primo romanzo, Come una bestia feroce (dal quale è stato tratto il film "Vigilato speciale" con protagonista Dustin Hoffman), Cane mangia cane, Animal factory e i postumi Stark e Mia è la vendetta.
Da Animal factory il regista ed attore Steve Buscemi (lui e Bunker interpretavano rispettivamente Mr. Pink e Mr. Blue ne "Le iene" del loro comune amico Tarantino) ha realizzato una pellicola omonima, interpretata da Willem Dafoe (che conosciamo tutti) ed Edward Furlong (era il fratello minore di Edward Norton in "American history X"). La sceneggiatura, scritta dallo stesso Bunker, narra l'ingresso a San Quentin del giovane Ron Decker, che dopo poco tempo viene preso sotto la protezione di Earl Copen, detenuto molto rispettato sia dagli altri carcerati, sia dalle guardie della prigione. Il rapporto fra Ron ed Earl è particolare, a metà fra un'amicizia ed un amore, e, pur non rinunciando a mettere in evidenza la dura vita all'interno del carcere, il film tende comunque costantemente a far concentrare lo spettatore soprattutto sulla caratterizzazione psicologica dei due personaggi: Ron ha bisogno di protezione ed è al contempo affascinato dal carisma di Earl; Earl, prima sommessamente, poi sempre più palesemente, svela un vivo affetto per Ron, un affetto sepolto da molto tempo, represso e liberato solo ora, con l'arrivo del ragazzo.
Chiaramente - come si può capire da queste osservazioni riguardanti strettamente i punti di vista narrativo e psicologico - gran parte del lavoro è fatta dal soggetto di partenza e lo script di Eddie Bunker, mentre invece si può arrivare ad imputare una non sempre appassionata regia di Buscemi. Non che sia male, beninteso, alla fine essa segue piuttosto bene la narrazione, ma si rivela notevolmente imperfetta quando non sempre riesce a sostenere il grado di emotività richiesto da alcune sequenze. Ne è un chiaro esempio il finale, che non delude dal punto di vista narrativo, ma che registicamente è veramente troppo sgonfio ed emotivamente non funziona come dovrebbe.
Per il resto, il cast fa un buon lavoro. Fra i nomi principali, oltre a quelli di Dafoe e Furlong, sono da menzionare quelli di Danny Trejo, di Seymour Cassel, dello stesso Steve Buscemi, di Mickey Rourke (nei particolari panni del trans Jan) e pure proprio il suo, quello di Edward Bunker, che interpreta il piccolissimo ruolo del carcerato Buzzard.
La fotografia invece non è pienamente convincente. Le musiche di John Lurie ("Get shorty") buone, ma a tratti forse fin troppo frastornanti.

Curiosità: Il detenuto che in una scena canta Rapture è il cantante Anthony Hegarty, leader degli Antony and the Johnsons.

Animal factoryRecensito da Maurizio Macchi3,0
Questa e' l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
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Matteo Ruzza  n.v.

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Ci sono 1 commento | Inserisci un commento

  1. Commento inserito da orasputin:

    E’ proprio la figura di Antony quella che mi ha maggiormente scioccato in questo discreto film diretto da Buscemi

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