|
|
|
AVATAR
id.
Usa/Gb, 2009 - 165'
Regia: James Cameron
Sceneggiatura: James Cameron
Cast: Sam Worthington, Zoe Saldana, Sigourney Weaver
Anno 2154. Un marine paraplegico si troverà ad affrontare sul pianeta Pandora una missione dai molteplici valori intrinseci: economica in primis, scientifica e, col passare del tempo, emotivo-antropologica.
"Avatar", il tanto atteso kolossal di Cameron, si rivela all'altezza delle aspettative. Con un budget che sfiora i 300 milioni di dollari, una tecnologia che mescola e intreccia live-action, motion-capture, animazione, alta definizione digitale e immagini 3D all'avanguardia (basate su una tecnologia di ripresa messa a punto da Cameron stesso), il regista canadese travolge lo spettatore e lo catapulta in un mondo inesplorato realistico ed avvolgente.
La complessità della trama rende difficile (e forse inutile) una sintesi esaustiva. Molto più sensata, invece, risulta una lettura
tematica e simbolica dell'opera. Il protagonista è paralizzato, una paralisi mentale oltre che fisica. Un'invalidità che accomuna l'umanità moderna, incapace di reggersi sulle proprie gambe, indissolubilmente legata a una tecnologia tanto potente quanto vincolante e disumana. Per visitare Pandora (luogo reale, immaginario o semplicemente parte di un ricordo troppo lontano per apparire concreto?) ci si deve spogliare del proprio corpo e trasferire mentalmente in un replicante-indigeno detto avatar.
Una ri-nascita dunque, una nuova fanciullezza, una seconda opportunità. Pandora è troppo simile ad un globo terrestre primordiale ed ancenstrale per non ricordare l'infanzia del nostro pianeta ormai struprato dall'insensatezza dei suoi abitanti. I na'vi (così si chiama la popolazione del luogo) sono creature che conservano un fuoco sacro al loro interno, custodiscono gelosamente il loro rapporto con la terra che calpestano, che li nutre e che li ospita. Sono interconnessi da un'invisibile energia psico-vitale con tutto ciò che li circonda, un'energia che non si distrugge, ma che si trasforma costantemente.
Cameron costruisce una gigantesca macchina spettacolare che brilla, una volta messa in moto, di luce propria. Si autogenera,
diventa un cosmo perfetto e intrigante. Gli spunti registici e tematici ("Matrix", "Jurassic Park", il documentario antropologico, il film fantasy, la riflessione ecologica ed etnografica) si fondono con grazia e suscitano nello spettatore (che sembra sempre sul punto di perdere la sua connotazione passiva e diventare parte attiva dell'opera) ora momenti di riflessione, ora di paura, ora di commozione, di gioia di adrenalina. Dalla scena di apertura kubrickiana alle lunghe sequenze di combattimento, dagli scenari notturni incantati alle immaginose invenzioni di un bestiario surreale ma credibile fin nei minimi particolari, il regista dimostra il suo talento assolutamente versatile e raffinato, sempre teso al raggiungimento della perfezione.
E questa volta l'ha quasi raggiunta.




| Matteo Contin | ![]() ![]() ![]() ![]() | Maurizio Macchi | ![]() ![]() ![]() | Marta Mischiatti | ![]() ![]() ![]() ![]() |
Commento inserito da roby:
Bel commento Teo! E’ un film spettacolare e coinvolgente che, per quanto mi riguarda, ti fa riflettere e sognare sulla possibilità di scappare da un mondo sempre più usurpatore nei confronti della natura e sempre meno consapevole che la forza di una specie risiede proprio nel rispetto che si ha di essa, della ” Madre”, e non nel grado di prevaricazione, giustificata da “un’ intelligenza superiore”, che si raggiunge sulle altre forme viventi. Non fraintendetemi, non è un film puramente ecologista, ma la voglia che esista una “Pandora” quella si, che te la fa venire.
Commento inserito da Mau:
“Avatar” è uno spettacolo incredibile per gli occhi, stupisce per la credibile complessità del mondo di Pandora e, in generale, può vantare di aver infranto 100 muri tutti in una volta nel campo della tecnologia e degli effetti speciali. Insomma, tecnicamente rasenta davvero la perfezione.
Al di là di questo, resta comunque il fatto che “Avatar” è anche un blockbusterone con una trama veramente troppo ovvia, dei personaggi nemmeno tanto ben descritti (soprattutto gli umani, già meglio i na’vi) ed una morale sì importante a cui prestare attenzione, ma la cui prolissità a tratti stufa.
Insomma bello, eh, ma Cameron senz’ombra di dubbio ha fatto di meglio.
Commento inserito da Camy:
Un film straordinario per la fantastica rivoluzione tecnologica che cambierà senza ombra di dubbio il mondo del cinema. Ogni più piccolo particolare era assolutamente perfetto, dalla fisionomia dei personaggi al favoloso mondo di Pandora!! Per quanto riguarda la trama, posso dire che se penso a Titanic era qualche cosa di straordinario, ma in questo film per quanto mi sia piaciuta non mi ha entusiasmata più di tanto, penso che Cameron abbia dato troppa importanza alla tecnica, alla tecnologia e al fatto di farlo diventare un vero e proprio cult sotto l’aspetto estetico, da dare poca importanza alla storia e di averla curata in modo superficiale. Per quanto mi riguarda sono rimasta senza parole di fronte allo spettacolare lavoro che è stato fatto sono sicura che questo è l’inizio di una vera e propria rivoluzione cinematografica !!!
Commento inserito da Gegio:
Mi è arrivata un’idea che potrebbe risolvere la diatriba tra trama e resto del film. E se fosse come per Episode I di Star wars? Ne vedremmo delle belle se ci fosse una trilogia, che ne dite?
OT: Cari blogger,
per il Torneo degli Oscar è arrivato il momento del 2000.
http://iltorneodeglioscar.blogspot.com/2010/01/le-nomination-del-2000.html