Ombre e nebbia

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OMBRE E NEBBIA
Shadows and fog


1991 - 85 minuti

Regia: Woody Allen
Sceneggiatura: Woody Allen
Cast: Woody Allen, Mia Farrow, John Malkovich

Il pavido Kleinman viene svegliato nel mezzo della notte da un gruppo di uomini: sono vicini, colleghi di lavoro, amici. Lo obbligano a vestirsi in fretta, ad uscire di casa e ad unirsi a loro nella caccia allo strangolatore che sta terrorizzando la città. Nel frattempo la mangiatrice di spade Irmy, dopo aver scoperto il tradimento del marito, fugge dal circo dove lavora: prima si rifugia in un bordello, poi incrocia i passi proprio di Kleinman.
A partire da una sua piece teatrale scritta negli anni '70 e pubblicata nel libro Without feathers (in Italia edito sia col titolo Citarsi addosso, sia con quello più letterale Senza piume), nel 1991 Woody Allen gira "Ombre e nebbia", pellicola a metà fra dramma e commedia malinconica che affonda le sue radici nella letteratura di Franz Kafka e nel cinema espressionista (e non solo) degli anni '20 e '30. La caccia all'uomo in cui viene coinvolto il protagonista infatti è senza ombra di dubbio una palese citazione di quella di "M - Il mostro di Dusseldorf" di Fritz Lang, mentre invece i riferimenti circensi sono sicuramente ripresi dal "Freaks" di Tod Browning (tradimento coniugale compreso).
Non sono però solo questi rimandi a far avvicinare "Ombre e nebbia" all'espressionismo di autori come Lang, Wiene e Murnau. Difatti quello che colpisce è poi soprattutto la scelta di Allen di girare il film in bianco e nero (la bella fotografia è di Carlo Di Palma), giocando con le scenografie e con l'uso delle luci in modo da avvicinare molto l'estetica del suo lavoro a quella espressionista e trasformando così la città in cui si svolgono le vicende in un intricato labirinto fatto - appunto - di ombre e nebbia.
Per quanto riguarda le tematiche trattate, Allen riprende alcuni argomenti a lui cari, su tutti la vita e il suo scopo. Non è un caso che Kleinman, per tutto il film, a differenza degli altri, non è alla ricerca del killer, ma piuttosto del proprio ruolo all'interno del piano, un ruolo che tutti sembrano conoscere tranne lui. Le scene che compongono la sottotrama di questo personaggio sono piuttosto ironiche come sequenze, ma anche terribilmente significative se ricollegate, come detto, alla concezione alleniana dell'esistenza umana. Il regista newyorkese inoltre, come sempre, si trova ad inserire molti riferimenti personali, come le sue origini ebraiche, la sua attrazione per la prestidigitazione, il suo ateismo (tutti rispecchiati nella figura di Kleinman) e, immancabilmente, l'amore per il cinema, sia attraverso i già citati rimandi espressionisti, sia attraverso indiretti omaggi ai suoi amori, tra cui Ingmar Bergman, richiamato dalla fotografia che ricorda un po' anche Nykvist, e dal personaggio del dottore (Donald Pleasance) che ricalca quello del dottor Vergerus de "Il volto".
E dopo aver assistito alle vicende dei personaggi intepretati da Woody Allen, Mia Farrow, John Malkovich, John Cusack e Michael Kirby (ci sono anche miniruoli per Jodie Foster, Kathy Bates, Lily Tomlin, Madonna, John C. Reilly e William H. Macy), "Ombre e nebbia" si conclude con una scena ambientata al circo, in procinto di partire e muoversi in un altro luogo e con Kleinman che riceve un'offerta di lavoro. Questa scena, che a livello narrativo ricorda un po' le circostanze della chiusura de "Il circo" di Chaplin ma che invece tematicamente è di tutt'altra natura, vede Kleinman accettare, abbandonare la sua vecchia vita, con tutte le sue ex, l'assassino, gli uomini che gli danno la caccia. Perché? Beh, perché, come lui stesso ammette, «l'uomo ha bisogno di illusioni come dell'aria che respira». Messaggio pessimista? Probabilmente sì, ma ricordiamoci che il cinema di Allen molto spesso non è solo semplice commedia, ma anche profonda (auto)analisi.

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

Commenti (3)

  1. Commento inserito da Gegio:

    E io che credevo di aver finito la curiosità per Allen…Grazie Maurizio.


  2. Commento inserito da Mau:

    Prego! Mi fa piacere essere d’aiuto qualche volta!
    E anzi grazie delle tue assidue visite! ;-)


  3. Commento inserito da Gegio:

    A leggere blog ci si incuriosisce sempre di cinema. Ad esempio: c’è un film che consideri brutto, e qualcuno trova degli aspetti se non positivi almeno interessanti. E’ lì parte la curiosità…

    OT: Il Torneo degli Oscar pone in gara Salvate il soldato Ryan e Shakespeare in love.
    http://iltorneodeglioscar.blogspot.com/2010/01/le-nomination-del-1999.html

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