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| di Marta Mischiatti | Inserisci un commento |
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L'ULTIMO BACIO
id.
Regia: Gabriele Muccino
Sceneggiatura: Gabriele Muccino
Cast: Stefano Accorsi, Giovanna Mezzogiorno, Martina Stella
E quando ti chiederai se c'è
un modo per uscirne, e te lo chiederai,
la risposta sarà no! Non ci sono vie
d'uscita a parte la fuga!
Numerose coppie si trovano ad affrontare svariate fasi della loro relazione: Giulia aspetta un bambino da Carlo e pensa al matrimonio, Livia e Adriano sono ad un passo dalla separazione, Anna invecchia con un marito che non la stimola più, Paolo cerca di togliersi dalla testa la sua ex, ma inutilmente. Gli unici ad essere apparentemente felici sono Veronica e Marco ed il film, appunto, si apre con il loro matrimonio. Ad eccezione di questi ultimi, gli altri personaggi saranno coinvolti in una potente evoluzione di sé, che loro stessi sceglieranno di compiere. A voi stabilire se quest'evoluzione sarà un bene o un male.
Il film di Gabriele Muccino potrebbe essere sintetizzato osservando due elementi: gli abbracci e gli specchi. L'abbraccio mostra il legame presente tra due persone: esso può diventare una vera e propria fonte di ristoro e non a caso se attualmente vengono sperimentate terapie dove questo gesto viene utilizzato per portare un messaggio positivo nel cuore delle persone. Ne "L'ultimo bacio" si nota come gli abbracci non trasmettano alcun calore. Quando Carlo abbraccia Giulia in ascensore è simile a un pezzo di legno che immobile riceve, senza ricambiare. Questo comportamento rappresenta quello che è il problema denunciato dal film
ossia come i protagonisti trentenni siano incapaci di avere una relazione d'amore duratura e sincera. Le loro braccia sono rigide, immobilizzate, incapaci di curvarsi e di stringere attorno a sé la persona amata. Anziché abbracciare, ossia avvicinare l'amore, lo allontanano, intimoriti dalla sua forza troppo misteriosa e difficile da affrontare. Gli specchi vengono utilizzati nel corso della narrazione per mostrare le cose così come sono: i personaggi si riflettono in essi, vedendo in quale situazione si stanno ritrovando; sono consapevoli delle loro scelte e non vogliono fare diversamente. Ognuno di loro cerca qualcosa di nuovo: ma cosa? Non lo sanno nemmeno loro. Drammatico pensare come riescano a sviare l'esame di coscienza e a procedere imperterriti sospesi in aria, sulla via dell'istinto, per certi aspetti, più facile da percorrere. Il fatto di non accettare la propria età anagrafica e il fingersi ancora giovani ragazzi rampanti, denota una grave mancanza di maturità. Questa affermazione, infatti, viene testimoniata anche dal fatto che, quando un problema si abbatte violentemente contro i personaggi, essi scelgono la fuga, unica soluzione per loro plausibile.
E' così che Gabriele Muccino descrive quella che è la sua generazione e, proprio perché il tema lo tocca da vicino, realizza un'opera più completa del precedente "Come te nessuno mai". Il regista è in grado di creare un clima di tensione e di ansia che, come una
maglietta zuppa di sudore, si appiccica addosso a tutti i protagonisti. Ciò è evidente in numerose scene in cui vengono riprese lunghe corse trepidanti oppure dialoghi recitati a perdifiato. Certo, tutta questa atmosfera sarebbe stata smorzata se gli attori non fossero stati in grado di reggere la situazione. Fortunatamente questo non è il caso. Un altro punto a favore de "L'ultimo bacio" sono proprio, appunto, gli attori che, a eccezione dell'insopportabile Martina Stella ("Amnesia", "Il seme della discordia"), si sono calati perfettamente nella parte. La mia coppia preferita è certamente quella di Accorsi-Mezzogiorno in grado di reggere scene violente e pesanti sia a livello fisico che mentale. Entrambi trasmettono allo spettatore diverse emozioni tra cui principalmente rabbia, angoscia e delusione (poi naturalmente queste possono variare da persona a persona).
Cinque anni dopo l'uscita della pellicola gli americani hanno ben pensato di fare un remake intitolato, molto fantasiosamente, "The last kiss". Il regista Tony Goldwyn (più famoso come attore, l'abbiamo visto ne "L'ultimo samurai" e "Il collezionista") confeziona la solita commedia americana mezza drammatica con Zach Braff (famoso per la serie tv Scrubs) e Jacinda Barrett ("Che pasticcio, Bridget Jones!", "La macchia umana") , attori che farebbero meglio a rinchiudersi in casa ad aiutare la nonna a fare la maglia. Questa seconda versione non regge neanche lontanamente l'originale. Sono due cose completamente diverse che non possono nemmeno essere paragonate tra loro.
Vincitore di cinque David di Donatello, tra cui miglior regia, "L'ultimo bacio" è un film in grado di lasciarti qualcosa, a cominciare da un forte sapore amaro in bocca.
Eccoti qui, decidi che la fase dell'eterna adolescenza è finita e che è ora di crescere e crescerai. E allora tutto cambia e questa volta cambierà. Avrai una casa più grande, la piscina, il garage col posto auto, il prato sempre curato, il portico fiorito e le porte smaltate, il cane che chiamerai Max e la barca che chiamerai Giulia, avrai la salute assicurata, la vita assicurata, il frigorifero sempre pieno per non sentirti povero, un tappeto etnico per continuare a sentirti giovane e finestre da cui entra sempre il sole. E allora avrai la tua famiglia felice i tuoi bambini in salute e lei avrai lei che ti ricorda tutte le cose belle che avete avuto.
Non è questo che avevi sempre sognato?
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| Matteo Contin | ![]() ![]() ![]() ![]() | Maurizio Macchi | n.v. | Matteo Ruzza | n.v. |
Commento inserito da Camy:
Purtroppo Muccino l’ho sempre odiato come regista in (quasi) tutti i suoi film, dico quasi perchè le 2 novità americane (La ricerca della felicità e Sette anime) non ho ancora avuto il “piacere” di vederle. Invece per quanto riguarda l’Italia la sua lista di pellicole tremendamente mediocri mi ha sempre terrorizzato, come alcuni “attori” se così si possono definire, che fanno da cornice ai suoi lavori. Ovviamente non parlo della Mezzogiorno che per quanto brava non è che mi entusiasmi, o il mitico Favino uno dei migliori attori italiani, a mio parere. Il mio riferimento và soprattutto alla Stella o al caro Silvio Muccino (Ricordati di me) che potrebbero benissimo scegliere un’altra professione invece che “guastare” quel poco di cinema che ci è rimasto…..
Commento inserito da Martina:
L’ultimo bacio lo devo ancora vedere, in compenso ho visto il “seguito” (”Baciami ancora”) e l’ho trovato molto carino. Colgo l’occasione per consigliarvi di recensire più film italiani, a me piacciono abbastanza e spesso cerco le recensioni sul sito ma non le trovo mai!