Una settimana da Dio

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UNA SETTIMANA DA DIO
Bruce almighty


2003 - 101 minuti

Regia: Tom Shadyac
Sceneggiatura: Steve Koren, Mark O'Keefe, Steve Oedekerk
Cast: Jim Carrey, Jennifer Aniston, Morgan Freeman

Tom Shadyac e Jim Carrey hanno iniziato a lavorare insieme nel 1994 con "Ace Ventura - L'acchiappanimali", poi si sono rincontrati nel 1997 con "Bugiardo bugiardo" ed infine si sono ritrovati per la terza volta nel 2003, con "Una settimana da Dio". E proprio sul set di "Una settimana da Dio", il regista e l'attore sono tornati a lavorare anche con Steve Oedekerk, sceneggiatore della serie Ace Ventura (della quale ha pure diretto il secondo capitolo, "Ace Ventura - Missione Africa") ed autore, regista ed attore di "Kung pow", del quale si sta producendo proprio in questi mesi il sequel. Di "Una settimana da Dio" Oedekerk ha steso lo script collaborando con Steve Koren e Mark O'Keefe, ideatori del soggetto che si basa su un'idea semplice quanto spiccatamente efficace: il giornalista Bruce Nolan (Carrey), reduce dal peggior giorno della propria vita, si adira nei confronti del Creatore (Morgan Freeman) e quest'ultimo, per fargli capire la difficoltà di essere Dio, gli dona temporaneamente i suoi poteri.
La narrazione in realtà è leggermente più complessa, in quanto nella storia sono inserite svariate sottotrame che intersecano amore, casa e lavoro di Bruce e che tirano in ballo discreti temi come l'importanza dell'altruismo ed un discorso non banale sulla fede. Se infatti il lavoro di Shadyac sarebbe potuto facilmente cadere preda di scontati messaggi pseudo-religiosi, la sceneggiatura di Koren, O'Keefe e Oedekerk tratta in maniera ottimamente pensata i risvolti buonisti del film. Il messaggio di fondo che alla fine trapela dalla pellicola non è infatti nessun politically correct e patetico Dio è grande e tutto quello che succede è sua volontà e quindi giusto, ma è più che altro un pensiero dedicato alla bontà umana e ai miracoli che anche tutti noi, semplici uomini, possiamo compiere al di là del credere o meno in una qualsiasi entità soprannaturale. Questo concetto è ben riassunto da uno dialoghi finali fra Dio ed il protagonista, in cui l'Onnipotente fa notare come un vero miracolo non sia dividere in due la zuppa nel piatto, ma è invece una madre che fa due lavori per crescere i figli oppure un giovane che esce dal tunnel della droga per preferire l'istruzione.
Ma al di là di questi discorsi tematici, c'è da dire che prima di tutto "Una settimana da Dio" è una commedia molto divertente, lontana dalle demenzialità eccessive di altri film con la firma di Oedekerk e proprio per questo motivo di certo più apprezzabile. Le sequenze spontaneamente ilari non sono poche e le gag, siano esse simpatiche situazioni dovute ai nuovi poteri di Bruce oppure semplici citazioni cinematografiche, rendono il ritmo e le atmosfere generali veramente piacevoli.
Insomma una commedia buona, che centra i suoi obiettivi e sicuramente riesce ad essere molto meglio del mediocre seguito, "Un'impresa da Dio", sempre diretto da Shadyac, ma con protagonista Steve Carell.

Curiosità: La Saleen S7, l'auto supersportiva che nel film Bruce si procura coi suoi illimitati poteri, nella realtà è la vera macchina di Jim Carrey.

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin
Marta Mischiatti
Martina Macchi

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