Vincere
VINCERE
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2009 - 128 minuti
Regia: Marco Bellocchio
Sceneggiatura: Marco Bellocchio, Daniela Ceselli
Cast: Giovanna Mezzogiorno, Filippo Timi, Michela Cescon
"Vincere" è un film su una donna, Ida Dalser, prima moglie di Benito Mussolini, abbandonata dall'uomo all'apice della sua carriera politica e nascosta in un manicomio per il resto della sua vita. "Vincere" è un film su un uomo, Benito Mussolini, pieno di sogni che riesce a trasformare in certezze. "Vincere" è un film su un ragazzo, Benito Mussolini, figlio del dittatore che ha sempre vissuto all'ombra di questa imponente figura fino alla sua morte in manicomio, come sua madre, Ida Dalser. "Vincere" è però, prima di tutto, un film di Marco Bellocchio. Forse addirittura il film di Marco Bellocchio, data la capacità della pellicola di includere tutti i temi e gli stili cari al regista italiano.
Bellocchio non si riduce a portare sullo schermo un film storico, ma ricostruisce (e in alcune parti costruisce del tutto) la storia di Ida Dalser sulle basi di un melodramma, dove dalla passione del primo tempo (travolgente, anche per lo spettatore), scaturisce il dramma e la follia, fino a terminare con la morte. La costruzione psicologica della Dalser è più che
ottima, supportata anche grazie alla brava Giovanna Mezzogiorno che non scade mai nel manierismo pur portando sullo schermo un personaggio così eccessivo, melodrammatico appunto. "Vincere" però è anche la storia di un Mussolini under construction, dove la sua figura all'interno della pellicola viene fisicamente sdoppiata. Nel primo tempo Benito Mussolini è interpretato da Filippo Timi (che ritroveremo anche nel doppio ruolo del figlio del Duce, pure quello ottimamente gestito): duro ma affascinante, eroico ma opportunista, l'attore rivelazione dell'anno (eh, sì, ammettiamolo pure), riesce a farci amare ed odiare contemporaneamente il suo personaggio. Nel secondo tempo invece Mussolini è interpretato da sé stesso. Tramite azzeccati filmati di repertorio, Mussolini appare solo sugli schermi di un piccolo cinema di provincia e, tramite l'iconogrgafia (sembra suggerirci Bellocchio), il dittatore ha smesso di essere uomo per diventare leggenda.
E qui subentra la forza dell'immagine: Bellocchio compie un'interessante riflessione sulla forza del cinema e delle icone, riflessione ancora molto attuale che può aiutarci a comprendere anche il nostro presente. C'è il cinema, che sembra quasi un altro protagonista del film per l'importanza che il regista dà al mezzo all'interno della sua storia. Una duplice importanza: quella di elevare a leggenda Mussolini, e quella di alleviare il dolore di Ida (molto toccante la scena in cui "Il monello" di Chaplin sintetizza il dolore e l'amore che Ida prova per suo figlio).
"Vincere" è anche un film tecnicamente ineccepibile, grazie ad una cura che il regista pone nei confronti di tutti i dipartimenti tecnici, cosa che accade assai raramente nei film italiani. Daniele Ciprì (della celebre coppia Ciprì e Maresco) come direttore della fotografia decide di donare alla pellicola un'atmosfera decadente giocata tutta sui toni del grigio e del marrone, dove spesso la luce illumina l'immagine come filtrata da un nebbia perenne. Il montaggio di Francesca Calvelli ("Il regista di matrimoni", "Ricordati di me") dimostra una solidità sia nei tempi della narrazione (anche se all'inizio sembra di essere ingabbiati in un continuo salto temporale che crea parecchia confusione) che nella sperimentazione, tant'è che possiamo quasi definirlo (non a caso) un montaggio futurista per l'uso frequente che fa di scritte e disegni animati all'interno delle sequenze. Compone questo trittico, il compositore Riccardo Giagni ("La fabbrica dei tedeschi", "Viva Zapatero!") che, partendo dal melodramma, costruisce una colonna sonora musicalmente importante ma che non diventa mai invasiva grazie ad un montaggio all'interno della storia capace di metterle il freno.
VincereRecensito da Matteo Contin4,0
Questa e' l'opinione di
Matteo Contin. I pareri del resto dello staff:
| Maurizio Macchi | n.v. |
Marta Mischiatti |     | Matteo Ruzza | n.v. | | |
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