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eXistenZ

di Maurizio Macchi | Inserisci un commento
(3 voti)
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EXISTENZ
id.

 
1999 - 97 minuti

Regia: David Cronenberg
Sceneggiatura: David Cronenberg
Cast: Jennifer Jason Leigh, Jude Law, Ian Holm

E minuscola, x maiuscola, z maiuscola: eXistenZ. Così si scrive il nome del nuovo gioco ideato e progettato dalla guru bio-ludica Allegra Geller che dà anche il titolo alla tredicesima pellicola del canadese David Cronenberg. Presentato come film in concorso alla Berlinale nel 1999, dove ha vinto l'Orso d'Argento, è stato insignito anche del premio come Miglior Film al Catalonian International Film Festival di Sitges, del Silver Scream Award all'Amsterdam Fantastic Film Festival e del Genie Award canadese per il Montaggio.
Con "eXistenZ" Cronenberg continua il suo percorso cinematografico tornando alla fantascienza orrorifica che lo aveva reso celebre con "La mosca", ma introducendo inoltre nel genere elementi ripresi dal concetto di realtà virtuale, che alla fine degli anni '90 stava riscuotendo un grande successo grazie anche a pellicole come "Dark city", "Matrix" e "Il tredicesimo piano". Ciò non significa però che il film di Cronenberg è una scopiazzatura dei suddetti, anzi è da marcare il fatto che se nei film di Proyas, dei fratelli Wachowski e di Rusnak il fulcro della narrazione è anche il principale punto di forza che consente di coinvolgere lo spettatore in una trama sci-fi originale, in "eXistenZ" la realtà virtuale è solo il pretesto che viene modellato per aderire alle tematiche e alle loro evoluzioni nella filmografia di Cronenberg. Insomma, assistendo allo sviluppo narrativo della pellicola lo spettatore rimane senza ombra di dubbio più e più volte spiazzato, intrigato e divertito dalla trama, dai personaggi e dai colpi di scena, ma comunque ciò che alla fine colpisce maggiormente è il modo in cui il regista gioca sotto il punto di vista tematico e metaforico.
Dunque, mi pare inutile mettere in evidenza che, come prima cosa, per riprendere l'elemento carne praticamente onnipresente nei suoi film, Cronenberg bandisce ogni ipertecnologico apparecchio per preferire un connettore alla realtà virtuale quasi totalmente biologico, un prodotto semivivente della tecnologia che si collega direttamente al corpo umano del giocatore. Le fabbriche di tali aggeggi, i cosiddetti gamepod, somigliano più a delle macellerie che a dei laboratori e al posto di chip e transistor sulle catene di montaggio scorrono dunque organi e sangue di animali geneticamente modificati utilizzati per la produzione. Se quindi nei primi lavori del regista il corpo mutava attraverso infezioni e virus, se quindi in "Crash" e in "Inseparabili" la carne si univa a protesi e a ferri medici, in "eXistenZ" è invece il collegamento coi gamepod a ribadire l'ossessione del regista per le mutazioni del corpo e per il loro riplasmarsi in qualcosa di (negativamente?) diverso. Ripensando anche all'unione gamepod-giocatore non è nemmeno un caso che il collegamento sia frutto della tecnologia più avanzata, ma abbia indubbiamente pure rimandi umanamente erotici (le bioporte vengono stimolate, si eccitano, vengono penetrate).
Cronenberg però va anche al di là della semplice tematica della carne e delle sue metamorfosi, perché la trasformazione in "eXistenZ" è sì fisica, ma anche mentale. E mentale lo è perché se pensiamo al fatto che durante il gioco la coscienza dell'uomo è trasferita per intero nella realtà virtuale, si ha una traslazione psichica (e psicologica) dei personaggi, che vengono estraniati dalla vera realtà per essere trasferiti in quella ludica. Il passaggio da qui ad una struttura a matrioska è breve, dato che anche nel gioco si può essere tranquillamente trasferiti in un gioco nel gioco e così via. Questo concetto è molto interessante perché, come anche il finale del film mette in evidenza, la percezione del mondo reale è in questo caso difficile, se non impossibile, da mantenere e dimostrare.
Inoltre, questi passaggi da un livello virtuale all'altro sono incredibilmente interessanti anche perché viene coinvolto l'elemento identità, così poco ben definito se l'uomo viene completamente trasformato da un individuo (il giocatore) ad un altro individuo (la sua controparte nel gioco). In pratica è un po' come la differenza che passa da un livello cinematografico all'altro fra l'attore e il suo personaggio. Giusto per ricollegarci a quanto detto più sopra, pensate poi se l'attore dovesse interpretare un personaggio che interpreta un altro personaggio che interpreta un altro personaggio, etc. (tema tra l'altro con cui ultimamente, nei suoi film, ha giocato molto David Lynch).
Concludo facendo notare come, se non vi foste ancora accorti, in questi passaggi da un livello virtuale all'altro viene tirato in ballo pure lo spettatore, col quale Cronenberg gioca in maniera geniale (dalla realtà al suo film, dal suo film al gioco, dal gioco a un altra finta realtà di gioco, e così via). Infatti non è certo un caso che, procedendo nella visione, chi guarda si trova sempre più coinvolto ed invogliato a proseguire (giocare).

eXistenZRecensito da Maurizio Macchi4,0
Questa e' l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin
Marta Mischiatti  n.v.
Matteo Ruzza  n.v.

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Ci sono 1 commento | Inserisci un commento

  1. Commento inserito da francesca:

    Thanks ! bella analisi del film . Solo oggi sono riuscita a vedere tutto il film , precedntemente ho visto solo dei frammenti , naturalmente non comprensibili.
    Fa impressione come il regista , gia’ nel 1999 avesse immaginato l’evoluzione , ma soprattutto e’ stato un apripista per i film futuri !

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