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Shining

(26 voti)
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SHINING
The shining

Gb/Usa, 1980 - 119'

Regia: Stanley Kubrick
Sceneggiatura: Stanley Kubrick, Diane Johnson
Cast: Jack Nicholson, Shelley Duvall, Danny Lloyd

Stephen King scrisse il suo Shining nel 1977, Stanley Kubrick girò il suo "Shining" nel 1980. Sostanzialmente il film riprendeva gran parte della trama dello scrittore, ma le differenze narrative erano notevoli. King, dopo aver visionato la pellicola, si lamentò direttamente con Kubrick della sua poca fedeltà alla storia, ma il regista, per tutta risposta, commentò con un laconico: «Beh, il tuo libro non è poi un gran capolavoro». Ciò che infatti il regista originario di New York ha fatto è stato prendere uno dei più celebri romanzi horror di King e plasmarlo in un film che horror lo è da un punto di vista formale, ma in realtà è una ben più complessa e profonda rielaborazione di temi a lui cari e di significati che hanno sin dall'inizio attraversato trasversalmente la sua filmografia.
L'idea centrale da cui parte tutto è il concetto di creare inquietudine, paura ed infine terrore tralasciando l'inserimento di mostri e creature malvagie varie e chiedendosi invece: e se colui che cerca di farti del male è la persona a te più vicina, quella che dovrebbe proteggerti da ogni pericolo? In "Shining" è l'Overlook Hotel ad essere malvagio, ma per esprimere la sua malvagità fa uso di Jack Torrance, appena assunto come custode invernale dell'albergo. Si trasferisce lì con sua moglie Wendy e suo figlio Danny, che possiede il dono della luccicanza (shining, appunto), cosa che gli consente di prevedere avvenimenti futuri, vedere cose successe in passato e comunicare con altri individui con lo stesso potere. Dopo poco più di un mese però Jack perde pian piano il senno e arriva a voler distruggere la propria famiglia.
Come abbiamo detto, Kubrick elimina molto del libro di Stephen King ma, se mi è lecita l'espressione, possiamo dire che lo fa a fin di bene. Dove infatti il romanzo è una coinvolgente storia horror ben scritta e poco più, il film sfrutta queste basi narrative per intraprendere un discorso (para)psicologico che coinvolge riferimenti a innumerevoli concetti, miti ed opere letterarie (cito Poe giusto per, ma l'elenco sarebbe lunghissimo!). "Shining" continua innanzitutto la rilettura dei generi ripresa dal regista attraverso la sua filmografia. L'horror è dunque un pretesto per scavalcare i generi ed approfondire svariate tematiche quali la paranoia, la follia, la complessità e la potenziale pericolosità della mente umana, la personalità ed il suo doppio. A proposito della trattazione della mente non è un caso che la nozione di labirinto torna spesso nel film (le siepi di fronte all'albergo, ma anche la pianta stessa dell'edificio e i disegni sui suoi tappeti), mentre invece, tornando a nominare il tema della dualità dell'uomo, si possono notare molti inserimenti di specchi (la donna della camera 237, le parole redrum/murder, le gemelline).
La pellicola è inoltre ottimamente studiata anche sotto diversi altri aspetti visivi, tra cui la scelta dei colori per le varie sequenze che evidenziano determinati stati emotivi dei personaggi (basti pensare al dialogo fra Jack e il signor Grady nel bagno con le pareti rossissime) e l'uso delle luci artificiali, sia in interni (le ali dell'hotel) sia in esterni (il finale nel labirinto). Anche la struttura temporale della storia e cioè il fatto di utilizzare diversi parametri per la valutazione del tempo nelle didascalie (capitoli narrativi, mesi, giorni della settimana, ore), aiuta molto a ricreare il disorientamento dello spettatore che finisce anch'egli in balia dell'Overlook Hotel e della sua malvagia volontà che provoca tutti gli eventi (la pellicola si chiude anche con un'anacronistica foto del 1921 in cui compare Jack; narrativamente criptica, ma concettualmente rappresentativa dell'esistenza oltre il tempo della malvagità di cui l'uomo è capace). Ci sarebbe poi da aprire una parentesi sugli errori realizzativi contenuti nel film, quali l'ombra dell'elicottero nella prima scena, il cambiamento del colore delle macchine da scrivere e altri dettagli come porte, fogli e pose di attori, elementi talvolta girati e montati in maniera grossolana ed imprecisa. Semplici sviste o inserimenti voluti? Io, ripensando alla meticolosità di Kubrick nel realizzare i suoi film, propendo più per la seconda opzione. Perché, dite? Beh, ripensiamo ancora al coinvolgimento dello spettatore nell'alienazione della storia, nell'ambiguità dei luoghi e delle atmosfere, nella disorientante realtà spazio-temporale dell'albergo.
A proposito di tutta l'angoscia e del senso d'orrore ricreati nel film, sono ancora da menzionare l'eccezionale quanto complessa colonna sonora (firmata Wendy Carlos e Rachel Elkind con aggiunte di pezzi di Bela Bartok, Gyorgy Ligeti e Krzysztof Penderecki) che richiama Bernard Herrmann e le sue soundtrack per Hitchcock, e le straordinarie interpretazioni degli attori. Shelley Duvall ed il piccolo Danny Lloyd sono pressochè perfetti nei ruoli di Wendy e Danny, ma Jack Torrance non poteva veramente essere altri che Jack Nicholson, qui in una delle sue migliori performance di sempre. Il suo personaggio nella versione italiana è stato doppiato in maniera ottima da Giancarlo Giannini, che tra l'altro ha ricevuto una lettera di congratulazioni per il lavoro fatto dallo stesso Stanley Kubrick.

Curiosità: La sequenza in cui Wendy vede i fogli dattiloscritti da Jack con la frase ripetuta All work and no play makes Jack a dull boy originariamente era stata girata da Kubrick in più versioni, ognuna con fogli dattiloscritti in diverse lingue. In italiano recitava Il mattino ha l'oro in bocca, in spagnolo Per quanto tu ti alzi all'alba non sarà mai troppo presto ed in quella tedesca Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi. Attualmente nelle versioni dvd di tutto il mondo questi dettagli si sono persi perché il video masterizzato appartiene unicamente alla versione inglese.

Questa e' l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin
Marta Mischiatti
Matteo Ruzza  n.v.

Responses || Discussion || Debates || Commentaries

Ci sono 2 commenti | Inserisci un commento

  1. Commento inserito da Camy:

    Ovviamente Kubrick è un genio e con Shining lo ha dimostrato di sicuro… L’horror migliore di tutti i tempi specialmente per le musiche, DEVASTANTI e per l’interpretazione esemplare del grande Jack Nicholson. La regia è sensazionale che ti tiene icollato allo schermo fino alla fine. Cmq anche l’interpretazione di Shelley Duvall e Danny Lloyd è stata grandiosa.


  2. Commento inserito da Alessandro NeRON Lorenzi:

    bello! forse la parte centrale un po noiosa… ma quando inizia ad incazzarsi Jack Nicholson é spettacolare! :D

    una domanda.. ma tra “qualcuno voló sul nido del cuculo”, “tutte le manie di bob”, etc etc Jack Nicholson ha mai fatto la parte di un sano di mente? XD comunque nel ruolo del malato si immedesima in maniera eccezionale :)

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