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IL CURIOSO CASO DI BENJAMIN BUTTON
The curious case of Benjamin Button
Usa, 2008 - 166'
Regia: David Fincher
Sceneggiatura: Eric Roth
Cast: Brad Pitt, Cate Blanchett, Julia Ormond
Tratto da un racconto del 1922 di Francis Scott Fitzgerald, "Il curioso caso di Benjamin Button" racconta, con le dovute modifiche che adattano la trama all'intera storia moderna degli Stati Uniti e del mondo, la vita di un uomo nato vecchio, con cateratte e artosi varie, ringiovanito col procedere degli anni ed infine morto giovanissimo, fra pianti e vagiti.
Dopo aver firmato grandi film del calibro di "Seven" e "Fight club" per poi deludermi un paio di anni fa col mediocre "Zodiac", torna David Fincher, regista cult che abbandona lo stile che lo ha reso famoso per cercare un'evoluzione registica attraverso una storia adattata per il grande schermo da Eric Roth, colui che, fra molte altre sceneggiature, può vantarsi anche di aver scritto "Forrest Gump".
E "Il curioso caso di Benjamin Button" prende chiaramente molto dal film di Zemeckis, soprattutto sotto il punto di vista della struttura narrativa, creando quest'epopea del protagonista che, anno dopo anno, si trova a vivere la sua singolare esistenza col sottofondo delle varie vicende storiche, dalle due Guerre Mondiali ai Beatles, dallo Shuttle all'uragano Katrina. Ma dove
"Forrest Gump" colpiva per la sua complessità, per la sua frizzantezza nell'amalgamarsi con questi eventi storici, qui la vita di Benjamin Button prosegue senza particolari guizzi da evidenziare. L'unico aspetto che colpisce lo spettatore è alla fine solo la semplice intenzione iniziale del film, e cioè quella di (tentare di) parlare della vita e della morte e di dimostrare le infinite possibilità offerte, oltre ogni destino, anche ad una persona unica, un prima giovane-vecchio e poi vecchio-giovane. Tra l'altro, ad un certo punto, Queenie dice a Benjamin qualcosa tipo: «Non sai mai cosa la vita ha in serbo per te», proprio come la mamma di Forrest diceva al figlio: «La vita è come una scatola di cioccolatini: non sai mai cosa ti capita»! Si nota qualche assonanza?
In ogni caso, il solo giochetto di far vivere la gioventù ad un anziano e la vecchiaia ad un giovinetto non scava mai sufficientemente a fondo e quindi, per il resto, il film appare troppo poco significativo, troppo poco emozionante, e il tutto procede in maniera abbastanza piatta per la lunga, anzi lunghissima durata.
Non so poi se ieri sera la colpa fosse anche un po' del proiettore del Manzoni di Busto Arsizio - sicuramente una sala non tecnologicamente all'estrema avanguardia cinematografica -, ma anche la tanto acclamata fotografia di Claudio Miranda non mi è sembrata niente di eccelso, forse troppo scura, forse troppo seppia, e comunque bruttina per esempio in quei tremendi effetti
d'invecchiamento di alcuni flash-back iniziali. Sembrano quasi realizzati da me in Windows Movie Maker... Inoltre pure le musiche di Alexandre Desplat aggiungono poco spessore emotivo alle vicende, apparendo un po' troppo anonime.
Non male invece il trucco e gli effetti digitali, che hanno permesso l'invecchiamento e il ringiovanimento dei personaggi principali, su tutti Benjamin Button, interpretato da un Brad Pitt in stato di grazia che ci regala una delle migliori performance della sua già apprezzabile carriera. Il ruolo di Cate Blanchett è più marginale, prevedibile e bidimensionale di quanto si possa immaginare, ma lei, come sempre, è molto brava nella recitazione. Il cast è inoltre arricchito anche di altri buoni interpreti, tra cui Taraji P. Henson (Queenie), Tilda Swinton (Elizabeth), Julia Ormond (Caroline) e Jared Harris (capitano Mike).
"Il curioso caso di Benjamin Button" è candidato a 13 premi Oscar, tra cui Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Attore Protagonista (Pitt), Miglior Attrice Non Protagonista (Henson) e Miglior Sceneggiatura Non Originale.



| Matteo Contin | ![]() ![]() ![]() | Marta Mischiatti | ![]() ![]() | Matteo Ruzza | n.v. |
Commento inserito da Matteo:
Un film che ha creato grandi aspettative ma che ha deluso un pò tutti. Frammentario nella narrazione (terribile la trovata del diario di Benjamin che fa da filo conduttore al racconto), troppo lungo e soprattutto terribilmente vuoto. Il film mostra ma non ci dice nulla: se nel peregrinare di Gump c’era sempre un rapporto causa-effetto, in Button ciò non accade. Il protagonista infatti vaga ma, apparentemente, senza un vero motivo. Ottimo Brad Pitt, nell’anno della sua rinascita attoriale (a breve arriverà anche “Bastardi senza gloria”).
Commento inserito da Camy:
Un film che avrebbe dovuto essere il top ma che si sta rivelando tutto il contrario, personalmente non mi è dispiaciuto, soprattutto Brad Pitt si è rivelato per quello che è cioè un ATTORE con la A maiuscola. Il contenuto della trama è un pò spoglio non mi ha fatto impazzire, specialmente all’inizio e alla fine devo dire che scorre lentamente, la regia e la fotografia non erano entusiasmanti (forse a causa della qualità un pò scarsa dello schermo). Però una domanda che mi sono posta spesso dopo aver visto il film è: perchè la candidatura a tanti Oscar? Capisco a B. Pitt però per il resto non era niente di eccezionale, sono curiosa di vedere su 13 statuette quante ne porterà a casa!
Commento inserito da Marta:
Merita di essere visto al cinema solo per gli effetti speciali. Per il resto, La storia gira a vuoto e fa peregrinare il protagonista fino in capo al mondo senza una precisa ragione. Il parallelo con Forrest Gump è purtroppo evidente…purtroppo perchè Button non riesce a reggere il confronto. Brad Pitt bono come sempre, ma bravo proprio no.