Amadeus
AMADEUS
id.

1984 - 160 minuti
Regia: Milos Forman
Sceneggiatura: Peter Shaffer
Cast: F. Murray Abraham, Tom Hulce, Simon Callow
Mozart, dopo la sua morte, è stato sepolto in una fossa comune, come il più povero cittadino di tutta Vienna. Perché non gli è stato fatto un funerale in pompa magna? E' il vecchio Salieri a spiegarcelo, rinchiuso in manicomio a causa della pazzia che l'invidia per Mozart ha scavato dentro di lui. Un'invidia che lo ha portato addirittura ad uccidere il giovane musicista, con un fine gioco psicologico che ha destabilizzato ulteriormente la già fragile psicologia di Wolfgang Amadeus Mozart.
"Amadeus", quello che è considerato il capolavoro di Milos Forman (ma da queste parti si preferisce "Man on the moon"), si apre con le urla disperate di un folle Antonio Salieri, e si chiude con la risata fantasma di un Mozart la cui follia era insita nel genio stesso. Un cammino, quello di "Amadeus", che ci (tras)porta nella seconda metà del '700 con una facilità estrema, il cui merito va sicuramente alla regia esperta e capace di Forman, ma soprattutto alla ricostruzione scenografica di Patrizia von Brandenstein (con Forman anche in "Larry Fint - Oltre lo scandalo", "L'ultimo inquisitore" e altri), ai costumi di Theodor Pistek (anche lui collaboratore abituale del regista ceco) e alla fotografia di Miroslav Ondricek ("Risvegli") che
avvolge tutto e tutti nel continuo contrasto del bagliore del genio e del buio della disperazione umana. Partendo dalla piece teatrale di Peter Shaffer (anche sceneggiatore del film), "Amadeus" non è solo la classica pellicola in costume, ma un film che si riveste di generi e modi differenti, che vanno dal dramma al thriller, dal film spionistico a quello, naturalmente, musicale. Forman riesce a tenere ben strette le briglie (anche temporali, sono ben 160 minuti di film) di una storia che sarebbe potuta facilmente deragliare in una sorta di manierismo proprio del genere, riuscendo a confezionare un prodotto valido dal punto di vista tecnico ma che purtroppo non riesce ad emozionare come dovrebbe. Ecco, muovere a questo film una critica del genere può irretire molti, ma la sensazione che percorre lo spettatore è quella di un interesse umano-psicologico, cosa comunque interessante ma che finisce con l'escludere quasi del tutto l'amore per i personaggi e quindi la loro umanità, vista freddamente sotto un occhio quasi freudiano (Mozart ha problemi col padre, Salieri li aveva col padre e successivamente con Dio), che riesce a coinvolgere emotivamente solo nell'ultima parte, quando il morente Mozart detta il Requiem al suo rivale/maestro. Non è un caso che la lacuna più grande sia la discesa nell'incubo di Mozart che nel film si ritrova da un momento all'altro, da giovane ricco e talentuoso che era, a povero e pazzo, senza che questa profonda metamorfosi venga pressochè spiegata.
La parte da leoni la fanno in questo film, oltre che le splendide musiche di Mozart, i due attori principali, F. Murray Abraham e Tom Hulce ("Frankenstein di Mary Shelley",
"Vero come la finzione"). Entrambi ci regalano ottime interpretazioni capaci di colmare spesso quei vuoti emotivi di cui parlavamo prima: se Murray Abraham è percorso da una vena di malinconia e crudeltà, Tom Hulce tratteggia un Mozart complesso, che va dalla risata alla disperazione nel giro di pochi minuti mantendo comunque l'integrità di un personaggio difficile da portare sullo schermo proprio a causa delle infinite sfumature della sua personalità.
"Amadeus" suscitò infinite polemiche sui mozartiani più duri, che non accettarono la lettura che Shaffer fece del loro beniamino. Beh, se loro si sono lamentati, pensate ai pochi estimatori del Salieri che è stato ridotto a un compositore mediocre, galoppino ed assassino. Questo però non ci deve influenzare nella valutazione del film che, tra alti e bassi, è comunque un buon lavoro, forse troppo sopravvalutato (8 premi Oscar, uno addirittura come Miglior Film) per l'aura che col tempo gli si è creata attorno. Nel 2002 è uscita la versione director's cut con ben 20 minuti in più dell'edizione originale.
AmadeusRecensito da Matteo Contin3,5
Questa e' l'opinione di
Matteo Contin. I pareri del resto dello staff:
| Maurizio Macchi |     |
Marta Mischiatti |     | Matteo Ruzza | n.v. | | |
Commento inserito da Cristian:
Io devo ancora vederlo, il regista non può essere sottovalutato…
Questo ed altri film sono nelle nomination del sesto questionario (1985) del Torneo degli Oscar, in cui si vota ciò che ha votato l’Academy e si arriverà ai premi (non tutti) “denoaltri” blogger. Se non vuoi votare gli altri Oscar inserisco automaticamente il tuo voto solo per questo film in tutte le categorie nel tabellone. Commenta qui o nel mio blog:
http://iltorneodeglioscar.blogspot.com/