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SI PUO' FARE
id.
Regia: Giulio Manfredonia
Sceneggiatura: Giulio Manfredonia, Fabio Bonifacci
Cast: Claudio Bisio, Anita Caprioli, Giuseppe Battiston
"La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla. Il manicomio ha qui la sua ragion d'essere."
- Franco Basaglia -
Il rischio maggiore quando si affrontano tematiche difficili e - per la maggior parte di noi - molto lontane, come per esempio il disagio mentale, è quello di non imboccare il sentiero migliore e cadere in tranelli buonisti e ruffiani. E dove se non in un film risulta davvero semplice compromettersi con una scelta sbagliata?
Manfredonia prova a non cascarci con "Si può fare", commedia dai risvolti sociali ambientata ai tempi dell'entrata in vigore della legge Basaglia, affidandosi al collaudato volto di Claudio Bisio e a una serie di caratterizzazioni ben riuscite.
Siamo agli inizi degli anni '80, a Milano: Nello è un sindacalista che, a causa delle sue idee,
viene esiliato all'interno della Cooperativa 180, dove occuperà il ruolo di direttore. Scopo della cooperativa, è quello di occupare il tanto (troppo?) tempo libero dei malati di mente liberati appunto dalla legge Basaglia. Nello si accorge però che ognuno di loro nasconde delle potenzialità e decide quindi di sfruttarle, nonostante l'iniziale rifiuto del medico che li ha in cura.
Il film è ben equilibrato e le scene più drammatiche e riflessive sono ottimamente bilanciate dall'involontaria comicità dei soci della Cooperativa 180 e dal carisma di Bisio (volto oramai inflazionato e troppo conosciuto, talvolta troppo legato e teatrale, ma comunque all'altezza di un ruolo non semplice).
La critica sociale spicciola viene dribblata con intelligenza anche perché il film rivendica il suo essere una commedia, non un film di denuncia ed i binari sicuri su cui viaggia conducono ad un happy end prevedibile, ma che giunge dopo un percorso difficile per tutti i personaggi.
"Si può fare" è un gran bel film, la visione è stra-consigliata.
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| Matteo Contin | ![]() ![]() ![]() ![]() | Maurizio Macchi | n.v. | Marta Mischiatti | ![]() ![]() ![]() ![]() | Matteo Ruzza | n.v. |
Commento inserito da Camy:
Un bellissimo film che racconta come la diversità possa diventare normalità. Lavorando in situazioni simili, so cosa significa cercare di rendere la vita di queste persone il più normale possibile…e un sorriso o solo un “grazie” da parte loro è una delle cose più belle che una persona possa provare.