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Assassinio sull'Orient Express

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ASSASSINIO SULL'ORIENT EXPRESS
Murder on the Orient Express

Gb, 1974 - 128'

Regia: Sidney Lumet
Sceneggiatura: Paul Dehn
Cast: Albert Finney, Lauren Bacall, Martin Balsam

Con un cast stellare capeggiato da un inedito quanto bizzarro Albert Finney, il grande Sidney Lumet (recentemente tornato al cinema col bello "Onora il padre e la madre") nel 1974 porta sul grande schermo uno dei più amati romanzi di Agatha Christie (anche se il migliore rimane a mio parere Dieci piccoli indiani): Assassinio sull'Orient Express. La trama è ben nota e non c'è bisogno di riassumerla. In fondo è il whodunit per antonomasia, col quale però la Christie si è anche divertita a stravolgere leggermente le regole del genere giallo per dar vita ad una storia eccezionalmente appassionante dove più che mai tutti e nessuno potrebbero essere l'assassino.
Ho parlato poco prima di cast stellare, ma dire stellare sarebbe dir poco. Senza stare a citare la bravura e la fama di ognuno, riporto solo un freddo elenco, che però dice già tutto sulla qualità delle interpretazioni del film: Albert Finney (che, come abbiamo detto, è il protagonista Poirot), Martin Balsam, Lauren Bacall, Ingrid Bergman, Jacqueline Bisset, Anthony Perkins, Vanessa Redgrave, Sean Connery, Richard Widmark, Jean-Pierre Cassel e il bravissimo (sicuramente fra le migliori performance di questo film) John Gielgud. Sappiamo bene che il solito problema che nasce nel gestire questi grandi cast è quello di dare il giusto spazio ad ognuno, bilanciandoli bene uno con l'altro, con la loro importanza e il loro peso nella trama, certo, ma anche attraverso lo script e quindi il montaggio, che devono permettere il proseguimento del racconto senza mai far dimenticare per troppo tempo nessuno dei caratteri allo spettatore. Ovviamente, dato lo strabordante numero di storici attori, si può notare che anche Lumet ha combattuto molto con questo problema, ma in linea di massima "Assassinio sull'Orient Express" non ne risente più di tanto. Segno che il regista (col grande aiuto dello sceneggiatore - in questo caso è Paul Dehn -) è stato molto bravo a destreggiarsi nella costruzione narrativa.
Non è infatti un caso che, sebbene duri più di due ore, la visione della pellicola voli letteralmente, coinvolgendo in maniera veramente straordinaria (ma questo dobbiamo ammettere che è anche merito dell'accattivante storia nata dalla penna della Christie). E se comunque non mancano aspetti meno convincenti (tra cui un'introduzione un po' eccessiva e alcuni passaggi alquanto meccanici), per il resto si può dire che il film è ottimo, dato che convince sia nelle parti caratterizzate dal mystery, sia in quelle più incentrate sull'ironia.
In ambito di premi cinematografici, "Assassinio sull'Orient Express" fece più che altro incetta (come prevedibile) di nomination nelle categorie delle interpretazioni: le vittorie furono quelle per John Gielgud (BAFTA) e Ingrid Bergman (BAFTA e Oscar, anche se a mio parere la sua performance non è per niente una delle migliori, né fra le sue, né fra quelle del film).

Questa e' l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti
Matteo Ruzza  n.v.

Responses || Discussion || Debates || Commentaries

Ci sono 2 commenti | Inserisci un commento

  1. Commento inserito da federica:

    mi potete spiegare il finale??? grazie..


  2. Commento inserito da Mau:

    Ehm, federica, spiegare cosa, scusa? Qualcosa in particolare?
    Perché una volta svelato il tutto, mi pare che la faccenda si riveli abbastanza semplice, nella sua schietta genialità: [Attenzione: SPOILER!!!] l’assassino si scopre essere in realtà tutti, ognuno col suo motivo personale per voler Ratchett morto e ognuno con la sua parte nell’omicidio.

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