La mummia - Il ritorno

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LA MUMMIA - Il ritorno
The mummy returns


2001 - 130 minuti

Regia: Stephen Sommers
Sceneggiatura: Stephen Sommers
Cast: Brendan Fraser, Rachel Weisz, John Hannah

Dopo due anni dal successo del divertente "La mummia", Stephen Sommers resuscita insieme al suo prodotto sino ad ora più convincente, ovvero le avventure egiziane dell'esploratore Rick O'Connell che, dopo aver rotto le scatole all'incazzoso Imothep, si ritrova sposato con la bella Evelyn e con un figlioletto pronto a combinarne delle belle. Sì, perchè tra la moglie e il figlio non si capisce chi cerca di combinarla più grossa: da un lato Evelyn scopre di essere la reincarnazione di Nefertiri, mentre il piccolo Alex ruba il bracciale capace di risvegliare la terribile Armata delle Tenebre capitanata dal Re Scorpione. Ritorna quindi Imothep e la sua faccia incazzata, aiutato però nella sua impresa dalla bella e spietata Anck Su Namun.
In questi due anni Sommers non ha imparato una mazza, se non che un film di successo può avere un suo seguito altrettanto di successo. Si fa quindi aumentare il budget per sbizzarrirsi con gli effetti speciali (anche se il brivido del faccione nella sabbia non riesce ad eguagliarlo) e richiama a sé tutto il cast artistico e tecnico della prima pellicola.
Il risultato è "La mummia - Il ritorno", accozzaglia in celluloide di tutti gli errori presenti nel primo capitolo della saga, che aveva almeno l'intelligenza (lo so che i termini intelligenza e Sommers sono difficilmente accostabili) di nasconderli dietro un umorismo demenziale (ma funzionante) e da effetti speciali che per l'epoca costituirono counque una grossa novità. Sommers non ha imparato che un film di due ore non sempre esce bene, soprattutto se dall'inizio alla fine del film sembra mancare un vero senso del ritmo tra una scena d'azione e l'altra che, bisogna ammetterlo, sono girate abbastanza bene anche se di gran lunga il mix umorismo e azione annoia, dato che Sommers non è Spielberg e la saga de La mummia non è quella di Indiana Jones. Va di conseguenza che Brandan Fraser non è Harrison Ford, ma il suo lavoro lo fa bene, risultando comunque l'attore più convincente dell'intero film. La sceneggiatura, scritta dallo stesso Sommers, cresce in quanto a intrighi e sottotrame, ma non trova comunque una stabilità che convince, fondata com'è solo su scene d'azione, bang e bum.
Altro da aggiungere? Solo una comunicazione di servizio. Il personaggio di Mathayus, il Re Scorpione, è stato protagonista nel 2002 di uno spin-off dal titolo "Il re scorpione" diretto da Chuck Russell ("The mask", "Il fluido che uccide") su un soggetto di Sommers. Ad interpretare il sovrano dotato di pungiglione sempre Dwayne Johnson (o The Rock, chiamatelo un po' come vi pare).

Questa è l'opinione di Matteo Contin. I pareri del resto dello staff:
Maurizio Macchi  n.v.
Marta Mischiatti
Martina Macchi  n.v.

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