Denti (2007)

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DENTI
Teeth


2007 - 88 minuti

Regia: Mitchell Lichtenstein
Sceneggiatura: Mitchell Lichtenstein
Cast: Jess Weixler, John Hensley, Josh Pais

Non so se si usa ancora nelle scuole medie del nuovo millennio, ma quando il sottoscritto le frequentava andava di moda inventare rime aggiungendo al celebre stornello Osteria numero N la seconda strofa sporcacciona e divertente. Se pensate che tutta questa storiella ormonal-nostalgica c'entri ben poco col cinema, è perchè non avete ancora visto "Denti", horror che ha mietuto successi a partire dalla sua partecipazione all'ultimo Sundance Film Festival. Precisamente il numero da abbinare allo stornello sarebbe il venti e, pur evitandovi la rima sboccata, vi posso suggerire che il secondo verso si concentra sulla descrizione di una vagina dentata. Fate due conti, e capirete di cosa parla questo "Denti".
Dawn è un'adolescente tranquilla, va bene a scuola, partecipa a incontri religiosi sulla sessualità credendo profondamente nel valore della sua verginità e sta prendendo le sue prime cotte. Tobey le piace, tanto. E' un ragazzo carino, tenero e crede come lei nel valore della verginità. Ma la carne è debole si sa, e durante una gita fuori porta Tobey violenta Dawn che cede solo perchè svenuta a causa di un colpo alla testa. Si scopre quindi l'orrenda verità: Dawn è dotata di quella che i latini chiamavano vagina dentata, capace di tranciare quello che gli capita (ed è proprio il caso di dirlo) sotto i denti. Cominciano qui una serie di evirazioni e amputamenti che la porteranno ad una presa di coscienza del proprio corpo e della propria personalità.
Capisco quanto possa essere irreale il senso dell'ultima frase della sinossi, ma è proprio così. Non pensate però di trovarvi davanti ad uno splatter-movie a basso costo in stile Troma, il film diretto da Mitchell Lichtenstein (proprio il figlio del grande Roy, nonché attore in film come "Il banchetto di nozze" di Ang Lee) è tutt'altro che un horror di bassa lega. E pensate che molto probabilmente nemmeno è un horror tout-court questo "Denti". Possiamo definirlo come la classica commedia indie da Sundance vestita però d'horror, con tutte le varianti comico-grottesche e drammatiche del caso. Prendete ad esempio la regia di Liechtenstein: pur mostrando senza vergogna le svariate evirazioni che scandiscono come capitoli il cammino di formazione di Dawn, il regista sembra usarle non tanto per dare sfogo al voyeurismo dello spettatore, quanto per immergerlo profondamente nelle vicende (ammetto che molto probabilmente lo stesso effetto non si avrà con le ragazze). A dimostrazione del fatto, ci giunge in aiuto il resto del film, capace inizialmente di creare l'effetto sorrisino per la stramberia della vicenda, ma ben presto ci accorgiamo che quel sorrisino viene abbandonato per un'espressione livida e preoccupata. Liechtenstein sa come creare in modo perfetto una tensione narrativa che si espande direttamente da quella interiore della protagonista, che subisce un'interessante evoluzione che la porterà da vittima della propria mutazione a una sorta di eroina della femminilità, capace di controllare la propria mostruosità. Recitazione non esaltante (i ragazzi sono quasi tutti esordienti) ma che non stona di certo in un film dove la spontaneità delle reazioni sembra avere quasi un'importanza vitale. Fotografia minimalista (che predilige i toni bianchi della purezza e dell'innocenza) e colonna sonora indie ben montata nella narrazione.
In perenne bilico tra critica sociale (come le due enormi ciminiere che campeggiano dietro casa di Dawn e che sono presumibilmente cause del suo male) e quella politica, che confermano per l'ennesima volta il profondo legame che unisce horror e analisi sociale (estrema e sopra le righe ma pur sempre denuncia o sguardo politico), "Denti" sarà presumibilmente una delle migliori sorprese di quest'anno cinematografico, in un genere spesso banale e fotocopiato.

Questa è l'opinione di Matteo Contin. I pareri del resto dello staff:
Maurizio Macchi  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

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