Crank

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CRANK
id.

 
2006 - 87 minuti

Regia: Mark Neveldine, Brian Taylor
Sceneggiatura: Mark Neveldine, Brian Taylor
Cast: Jason Statham, Amy Smart, Jose Pablo Cantillo

Consigliatissimo da un mio amico cinefilo nell'ambito dei film d'azione/comici tamarri, "Crank" è diretto dai neofiti Mark Neveldine e Brian Taylor (che hanno già in preparazione "Crank - High voltage"). Il protagonista non poteva essere interpretato da nessuno se non da Jason Statham, sempre perfetto per questi ruoli (e infatti abbiamo già potuto verificarne l'attitudine nei due Transporter). L'attore londinese veste i panni di Chev Chelios, un killer a pagamento a cui viene iniettato del veleno per aver eseguito uno dei soliti omicidi su commissione. Questa sostanza lo porterà lentamente ad un arresto cardiaco, ma non se Chev farà rilasciare costantemente al suo corpo quantità industriali di adrenalina. E allora corri a piedi, sgomma in macchina, spara, salta, scopa, bevi Red Bull e imbottisciti di farmaci contenente epinefrina, tutto per rimanere vivo giusto il tempo per andare ad ammazzare quel bastardo di Verona (Jose Pablo Cantillo) che si cela dietro tutto, e per riconciliarsi con Eve (Amy Smart), la ragazza per la quale ha deciso di abbandonare quel lavoro e quella vita.
Mi piace il cinema e mi piace vedere un po' tutte le tipologie di film. Non sono uno di quelli che guardano solo classici d'autore e ripudiano tutto ciò che non ha un minimo d'intelligenza. Insomma anche un film da cervello staccato può essere interessante e divertente per una serata spensierata (guardate la mia recensione di, che so, "Transformers", per esempio)... Detto questo, non sto certo a fare lo schizzinoso davanti a prodotti a basso costo montati approssimativamente o recitati da cane, e quindi il motivo per il quale non ho digerito fino in fondo "Crank" non è perché (cito dopo aver letto un paio di pagine di pareri su FilmUp) è un film razzista e misogino (ma dove, scusate, non vedete che quel tipo di gag è enfatizzato in maniera ironica?!) oppure perché è un film pieno di tarantinismi a basso livello (magari lo fosse...) oppure ancora perché non si avvicina a Die Hard e Jason Bourne (anche perché questi film puntano chiaramente su un altro tipo di presa sullo spettatore). I motivi non sono certo questi, anche perché "Crank" vuole essere solo quello che è, non vuole né essere preso sul serio come i più grandi film d'azione, né rivoluzionare il mondo del cinema puntando ad assomigliare a Oliver Stone (ma Nando, che ha scritto questa cosa, da dove se l'è tirata fuori?!).
Il problema è invece che effettivamente il film non mi ha divertito come avrebbe dovuto. Va bene, l'azione c'è, e in moli gigantesche; quindi quella passa tranquillamente. L'ironia però l'ho trovata scarsa, ce n'è troppo poca per il genere, senza contare che alcune inutili esagerazioni, volgarità e demenzialità varie, sono davvero patetiche! Alla fine si salva l'ottima sequenza in ospedale (Statham che minaccia il tizio che sta morendo sul lettino!) e qualche altro simpatico inserimento, ma non si può certo lasciar passare la piatta fuga dal magazzino/sartoria, l'esagerata scopata in centro con Amy Smart o l'orripilante finale.
Inoltre "Crank" ti fa rendere bene conto di quanto sia difficile girare un film d'azione con gli attributi. Insomma, non basta avere un campo lungo di Jason Statham che corre alternato a varie inquadrature concitate e qualche split-screen buttato lì alla bene e meglio... "Crank" risente un po' di scelte forzate sotto questo punto di vista, e infatti la regia non è esattamente perfetta. Alcune scelte sono anche trovate simpatiche (le mappe di Google Earth), ma per il resto è troppo altalenante, specie nelle telefonate (chi se ne frega dei dialoghi in un film di questo tipo?), ma pure in alcune scene movimentate (vedi per esempio la visita al centro commerciale in automobile - citazione di "The blues brothers" - che non coinvolge per niente).
Dunque valutazione sufficiente nel complesso, anche perché alla fine nel suo genere il film funziona bene; mezzo punticino in meno per la regia (come ho detto, abbastanza tremenda in diversi frangenti) e qualche altra sbavatura.

PS: Occhio, dopo i titoli di coda c'è una piccola sorpresina che riassume tutto lo spirito del film!

Questa è l'opinione di Maurizio Macchi. I pareri del resto dello staff:
Matteo Contin  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

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