Black sheep

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BLACK SHEEP - Pecore assassine
Black sheep


2006 - 87 minuti

Regia: Jonathan King
Sceneggiatura: Jonathan King
Cast: Matthew Chamberlain, Nathan Meister, Peter Feeney

Quando ero piccolo facevo spesso con mia sorella il gioco Hai paura di..., dove usavo la classica formula abbinata all'animale più innocuo (ammetto che il mio preferito fosse la formica) dopodichè battevo fortissimamente le mani facendola spaventare. Jonathan King, regista di "Black sheep - Pecore assassine" sembra aver fatto più o meno la stessa cosa, usando però come animale la pecore. Chi avrebbe paura della solita batuffolosa pecora pronta a farsi tosare in primavera e macellare per le feste pasquali? L'unico al mondo è Henry Oldfield che, dopo un trauma infantile causato dal fratello, soffre di una forma di ovinofobia. Ma, nelle prossime ore scoprirà che non è l'unico, dato che la fattoria di famiglia sta per essere invasa da un gruppo di pecore diventate carnivore a causa di mutazione genetiche fortemente volute dal bastardissimo fratello Angus. Il sangue schizzerà senza economia su velli bianchi.
"Black sheep - Pecore assassine" vanta la diretta discendenza stilistica sia dallo splatter anni '80 sia dai primi lavori di Peter Jackson (che non a caso qui produce), pur rifacendosi a livello di trama alla sci-fi anni '50, che di animali incattiviti, ingranditi e modificati ce ne ha regalati in gran quantità. Eppure nella prima ora di pellicola non vi è nemmeno la sensazione che quello che ci troviamo davanti sia uno di quegli impensabili b-movie, nonostante la trama della pellicola faccia di tutto per confermarci il contrario. Il regista Jonathan King fonde la suspense hitchcockiana con i migliori assalti zombieschi del cinema di Romero, fondendo quasi tutto il film sul non-vedo piuttosto che sul mostrare apertamente gli attacchi, i morsi, il sangue. La paura si sente davvero, il battito di mani funziona sempre. Peccato però che durante gli ultimi venti minuti la pellicola viri bruscamente verso una sorta di demenzialità grossolana, come a voler ridefinire i limiti del film, che sembra non riuscire (o non volere) continuare sulla strada della serietà, optando un po' troppo semplicisticamente per una strada più facile da percorrere, ovvero quella della parodia. Tra scoregge incendiate, evirazioni gommose e improbabili finali epici, "Black sheep - Pecore assassine" cade rovinosamente in un quarto d'ora finale che rende innocua la buonissima ora iniziale.
Da citare per la loro bellezza gli effetti speciali curati dalla Weta e la colonna sonora composta da Victoria Kelly. Recitazione nella media, ma niente di particolarmente eccezionale.
Mi dispiace per "Black sheep - Pecore assassine". Un'ottima occasione sprecata, un film la cui massima ispirazione era quella di diventare un b-movie come tanti.

Questa è l'opinione di Matteo Contin. I pareri del resto dello staff:
Maurizio Macchi  n.v.
Marta Mischiatti  n.v.
Martina Macchi  n.v.

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